Dov’è il lupo? E chi è il lupo? Se lo chiederanno gli spettatori del nuovo esperimento di teatro diffuso commissionato da Ravenna Festival, una “opera da quartiere” che porta lo spettacolo in città e nel territorio, attraverso otto appuntamenti nel fine settimana fra il 7 giugno e il 5 luglio, sempre alle 9 di mattina. Francesco e il lupo debutta la prima domenica di giugno nel Parco Teodorico, ma raggiungerà, oltre al centro della città, anche Castiglione, Sant’Alberto, Mezzano, Punta Marina e San Pietro in Trento. Così uno dei più celebri episodi della vita del santo, a cui il Festival ha dedicato il titolo della sua XXXVII edizione, diventa una storia sulla paura e su come la raccontiamo, ma anche sulle comunità di cui facciamo parte e sulla scelta di avvicinarsi al diverso e allo sconosciuto piuttosto che fuggirlo. Jacopo Rivani dirige l’Orchestra La Corelli nelle musiche di Giorgio Babbini, mentre Silvia Rossetti firma il libretto e concept e regia sono di Marco Montanari, in scena accanto a Rendy Anoh e ai giovanissimi interpreti di Galla & Teo, l’associazione culturale ravennate che cura laboratori teatrali per bambini e adolescenti. Al termine di ogni rappresentazione, un momento conviviale tra artisti, pubblico e comunità locali. Grazie al sostegno di Qu, la partecipazione agli appuntamenti è libera.

“Il Ravenna Festival mette al centro della sua programmazione il territorio, quello ravennate e più ampiamente romagnolo, fatto di luoghi, di storia, mestieri, tradizioni e elementi diversi sottolinea la direttrice artistica Anna Leonardi – Lo fa portando gli artigiani romagnoli all’interno del Teatro con OperaPaese; ma anche portando il Teatro e gli artisti direttamente nel cuore del territorio, attraverso Opera Quartiere: un nuovo progetto che per questo primo anno si declina attraverso un’opera commissionata dal Festival e pensata appositamente per essere “trasportabile”, ossia realizzabile all’interno dei luoghi non ufficialmente deputati allo spettacolo ma che non per questo devono sentirsi esclusi dalla programmazione culturale del Festival. Al contrario, ritengo che incontrare il territorio e le persone che lo abitano, con tutte le loro sfaccettature e le loro storie, sia un elemento imprescindibile per la creazione di un Festival comune, di tutti. Sarà anche un modo per far compagnia alle persone, per condividere l’inizio della giornata, senza chiedergli di doversi necessariamente spostare ma andandogli incontro. In quest’anno dedicato a Francesco, l’opera sarà ispirata a una delle vicende più significative della sua vita: l’incontro con il Lupo, ossia l’altro, lo sconosciuto, l’estraneo, l’incomprensibile, la minaccia.
Che spesso è la paura di ciò che ancora non si conosce, ma che attende solo di essere incontrato.”

“Quando Ravenna Festival mi ha presentato il progetto dell’Opera da quartiere, da realizzarsi con il coinvolgimento dei Presidenti dei Consigli Territoriali, abbiamo accolto l’iniziativa con grande entusiasmo, tanto da chiedere di poter realizzare otto spettacoli invece dei sette originariamente previsti – racconta Federica Moschini, Assessora al Decentramento del Comune di Ravenna – Sono stati individuati luoghi anche nel forese e il coinvolgimento dei territori più decentrati è stato motivo di grande soddisfazione, perché Ravenna Festival rappresenta una straordinaria occasione culturale, ma anche, come in questo caso, un’importante opportunità di partecipazione e di riscoperta del territorio.”

Se l’itinerario di Francesco e il lupo si apre al Parco di Teodorico, in tributo ai 1500 anni dalla morte del re ostrogoto, il fine settimana successivo vede l’opera da quartiere approdare prima a Castiglione, sabato 13 giugno, presso Palazzo Grossi, imponente residenza fortificata cinquecentesca in quest’abitato di origini antichissime (già documentato nel 1100), e poi a Sant’Alberto, domenica 14, nel Parco XXV aprile. Dopo aver toccato nord e sud del Comune di Ravenna, sabato 20 giugno ci si sposta a nord-ovest a Mezzano, nel giardino intitolato a Camilla Ravera, prima donna senatrice a vita della Repubblica. Domenica 21 giugno si torna in città, per l’esattezza all’angolo fra via Baccarini e via de Tomai, in vista di una delle sue porte monumentali – la Sisi o Ursicina, da quel San Ursicino martirizzato a Ravenna. Una ricognizione del territorio ravennate non sarebbe completa senza il mare: sabato 27 giugno Francesco e il lupo arriva a Punta Marina, nel Parco Pubblico; domenica 28 un’ovvia destinazione: Piazza San Francesco, nel cuore del centro storico, accanto alla Tomba di Dante e al cospetto della basilica cittadina dedicata al santo d’Assisi. Ultimo appuntamento domenica 5 luglio, di nuovo in quelle campagna ravennate costellata di pievi e residenze signorili, proprio come la Villa Ramona di San Pietro in Trento dove si conclude il percorso.

Si ringraziano Associazione Santalbirra, Associazione Percorsi, Associazione saperi e sapori, Pro Loco di Punta Marina e Pro Loco Decimana.

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Ingresso libero