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- Data di creazione 17 Giugno 2026
- Ultimo aggiornamento 17 Giugno 2026
18-giu La cantata dei pastori al Teatro Alighieri
ANGELI E DEMONI ALL’OMBRA DEL PRESEPE: PEPPE BARRA E LA CANTATA DEI PASTORI
Giovedì 18 giugno, alle 21 al Teatro Alighieri uno dei simboli del teatro popolare napoletano
È uno spettacolo che si tramanda da oltre tre secoli, che mette al centro la lingua, la musica e la storia di Napoli, unico luogo al mondo dove sia stato possibile creare, e conservare così a lungo, questo unicum teatrale dal genere indefinibile, frutto di secoli di devozione e di stratificazioni culturali. La cantata dei pastori approda al Teatro Alighieri giovedì 18 giugno alle 21 per completare l'omaggio che Ravenna Festival dedica a Roberto De Simone, a un anno della sua scomparsa. Protagonista in scena una leggenda vivente come Peppe Barra, che con De Simone vide nascere la Nuova Compagnia di Canto Popolare, quel grande laboratorio che contribuì a riscoprire l'enorme patrimonio di figure e archetipi della cultura napoletana, dando loro una dimensione contemporanea. La cantata dei pastori è uno dei gioielli di quel “rinascimento”, uno spettacolo che è, allo stesso tempo, colto e popolare, comico e sacro, profondo e leggero, commovente e divertente per un pubblico di grandi e piccoli. Uno spettacolo che riporta alle tradizioni dei guitti che su tavole scalcagnate impersonavano più ruoli, in una girandola irresistibile di travestimenti. Firma la regia Lamberto Lambertini, che affianca Peppe Barra da oltre quarant'anni.
Il vero lume tra le ombre era il titolo di una sacra rappresentazione del 1698 scritta dal gesuita Andrea Perrucci con intenti moraleggianti, per contrastare i rituali con i quali il popolino onorava le feste come il Carnevale e il Natale. Dalla metà dell’Ottocento il titolo cambiò in La cantata dei pastori e anno dopo anno la cultura popolare ha arricchito il copione con tutti i linguaggi, alti e bassi, del teatro: farsa, avanspettacolo, commedia dell’arte, musical. La tradizione popolare stravolse a poco a poco quel testo della tarda controriforma, volgarizzandolo, rovesciandone gli intenti educativi, edificanti, riuscendo così a strapparlo all’ineluttabile oblio del tempo. Lo spettacolo in origine andava in scena alla mezzanotte del 24 dicembre. Così, dopo la cena della Vigilia, al popolo toccava una scelta difficile: andare a Messa o a teatro.
La storia è quella di due napoletani in fuga – Razzullo, scrivano in abiti settecenteschi, e Sarchiapone, suo spregiudicato compaesano – che si ritrovano in Palestina per il censimento voluto dall’Imperatore Romano, mentre Giuseppe e Maria vagano in cerca di un alloggio per far nascere Gesù inseguiti da una turba di diavoli mandati da Lucifero per uccidere la Sacra Coppia e spaventare i due disgraziati compagni. Per fortuna, l’Arcangelo Gabriele, armato come un San Michele, ricaccia le Furie all’Inferno e permette la nascita del Redentore. In questa edizione nuovissima della Cantata dei pastori, Peppe Barra torna a incarnare uno dei suoi ruoli più frequentati, quello del pulcinellesco Razzullo, affiancato da Lalla Esposito, Luca De Lorenzo, Massimo Masiello, Antonio Romano, Rosalba Santoro e Federica Totaro. Gli altri collaboratori artistici sono Carlo De Marino per le scene, Annalisa Giacci per i costumi, Giorgio Mellone per le musiche dal vivo.
Peppe Barra è uno dei protagonisti del recupero della tradizione popolare musicale e teatrale napoletana, interprete magistrale di canzoni, tammurriate, liriche teatrali e poesie. Figlio d’arte, nato a Roma da genitori procidani, inizia a recitare da bambino con il teatro di Zietta Liù (Lea Maggiulli Bartorelli). Cresciuto sull'isola di Procida e, successivamente, a Napoli, inizia a recitare lavorando nel teatro di ricerca con Gennaro Vitiello e subito dopo come professionista al Teatro Esse. Incontra Roberto De Simone e insieme fondano nel 1967 la Nuova Compagnia di Canto Popolare, che inciderà in maniera significativa sulla sua evoluzione artistica: nel 1976, ottiene consensi per la sua interpretazione della Matrigna ne La gatta Cenerentola di De Simone. La sua arte riesce a comporre in unico affresco gli echi del passato e i moderni ritmi del Mediterraneo. Nel 2002 ha partecipato al film Pinocchio di Benigni nel ruolo del Grillo Parlante e nel 2010 a Passione di John Turturro. Nel 2017 la partecipazione Napoli velata di Ferzan Ozpetek gli vale una nomination al David di Donatello come miglior attore non protagonista.
Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: posto unico numerato 25 Euro (ridotto 22); under 18: 5 Euro
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