È navigando “per l’alto mare aperto” che nella 30° edizione – inaugurata nel segno della più grande tradizione interpretativa, nell’incontro di Maurizio Pollini con Riccardo Muti – si riprende la vocazione (in verità mai smessa) al viaggio, al di là di ogni confine e di ogni diversità, fino ad approdare all’origine stessa della nostra civiltà e del nostro sentire: ad Atene dove nel cuore dell’antica acropoli risuona la Nona sinfonia beethoveniana, vero e proprio inno alla fratellanza tra i popoli. E se alle voci inarrivabili dei Tallis Scholars è affidato l’evocativo percorso attraverso la Liturgia delle ore, è l’inesorabile ritmo delle 100 percussioni a lasciarci intravedere la fonte primigenia della musica, ma anche le infinite sue declinazioni: da una parte la sorprendente duttilità di Steward Copeland in versione sinfonica, dall’altra l’intramontabile energia di Nick Mason. Mentre la toccante liricità del Purgatorio dantesco si fa teatro vivo chiamando di nuovo a raccolta l’intera città e tre donne straordinarie dominano la Trilogia operistica: Norma, Aida e Carmen.
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