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Palazzo Mauro de Andrè, domenica 3 luglio ore 21

Tokyo 16 marzo 2016 teatro Bunka Kaikan: Riccardo Muti sul podio dell’Orchestra Cherubini e della Harusai Festival Orchestra dirigeva pagine di Verdi e Boito. Con un’accoglienza straordinaria: non solo gli applausi instancabili del pubblico, ma anche l’emissione di un doppio francobollo a festeggiare l’occasione, uno con il ritratto e la firma dello stesso Muti, un altro con la foto di Verdi e Boito a Sant’Agata. Partiva così da Tokyo con un doppio concerto (il secondo 17 marzo al Metropolitan Theatre) la ventesima edizione delle Vie dell’Amicizia di Ravenna Festival che, dedicata ai 150 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, si completa ora – domenica 3 luglio ore 21 - al Pala de André, come sempre con lo stesso concerto affidato agli stessi protagonisti: Riccardo Muti a capo dei giovani musicisti dell’Harusai Festival Orchestra di nuovo insieme a quelli della Cherubini, la potente voce di basso di Ildar Abdrazakov, ma anche, come è tradizione in questa occasione, una nutrita compagine corale formata dai complessi del Petruzzelli di Bari, del Friuli Venezia Giulia e delle voci bianche dell’Accademia del Teatro alla Scala preparati da Franco Sebastiani, Cristiano Dell’Oste e Bruno Casoni.

Un ponte di fratellanza che certo assume contorni diversi rispetto a quelli negli anni scorsi pensati a lenire le ferite di una guerra o della cieca forza della natura, o gettati a placare secolari incomprensioni o ancora a riscoprire antiche identità e radici oppure ad unire in simbolica comunione le più diverse fedi religiose. Ma come sempre costruito nel segno della forza espressiva della musica capace di andare al di là di ogni parola e di superare ogni alterità.

Un ponte che di nuovo si realizza attorno alla generosità di Riccardo Muti, che ne è il protagonista dal 1997, da quella prima “chiamata” di aiuto giunta da una Sarajevo ancora devastata dalle bombe, che cercava di tornare faticosamente a vivere, fino al memorabile “Va pensiero” intonato sulla voragine di Ground Zero a New York, o all’intento pacificatore del doppio concerto Istanbul/Erevan, dall’abbraccio alle popolazioni vittime del terremoto emiliano, a Mirandola, all’inno alla memoria dei caduti della Grande guerra al Sacrario di Redipuglia.

Il viaggio “giapponese” è invece la celebrazione festosa di quell’amicizia particolare che sono appunto le relazioni diplomatiche tra i due paesi, relazioni iniziate appunto nel 1866. E se allora a legare i due lontani paesi fu il commercio di seta, o meglio delle preziosissime uova dei bachi da seta che i nostri “semai” andavano a procurarsi affrontando il lunghissimo viaggio, oggi il collante sono l’arte e la cultura e, in particolare, la musica. In realtà, la reciproca ammirazione per la cultura dei due popoli iniziò con le relazioni stesse, quando nel 1873 una delegazione ministeriale giapponese arrivò in Italia proprio per ammirare “la culla della cultura d’occidente”, e cogliere “il gusto raffinato e la qualità della tecnica artistica”, notando – nel resoconto diaristico di Kume Kunitake – come “l’intero paese ami la musica”. Appunto quella forza espressiva che fa della musica il linguaggio più di ogni altro capace di andare oltre la parola e che in questo ventesimo Viaggio dell’amicizia si dispiega attraverso un programma tutto ispirato al genio operistico italiano, in particolare verdiano: pagine “scelte” che per noi sono una sorta di lingua madre, mentre per i giapponesi sono oggetto di una profonda e sincera passione.

Riccardo Muti, infatti, per la serata che al Pala de Andrè chiude in un reciproco scambio il viaggio intrapreso a Tokyo, ripropone lo stesso programma, con pagine avvincenti scolpite a segnare l’identità e l’immaginario della nostra terra. Si va dalla Sinfonia del “Nabucco”, insieme al toccante pianto corale de “Gli arredi festivi”, all’aria di Attila “Mentre gonfiarsi l’anima” (intonata dal potente basso Ildar Abdrazakov), agli irresistibili ballabili dal terzo atto di “Macbeth”; poi dalla Sinfonia da “La forza del destino” al coro  “Gerusalem, Gerusalem” da “I lombardi alla prima crociata” e, infine, al prologo dal “Mefistofele” di Arrigo Boito. In un abbraccio musicale che continua a rinnovarsi.

Il concerto, organizzato in collaborazione con l’Ambasciata del Giappone in Italia e la Fondazione Italia Giappone, è reso possibile grazie al determinante contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e Cassa di Risparmio di Ravenna Spa.

Il nuovo appuntamento con le Vie dell’Amicizia rinnova la partnership del Festival con la RAI che trasmetterà il concerto in diretta radiofonica su RADIO 3, mentre televisivamente sarà presentato da RAI 1 sabato 6 agosto in seconda serata.

Info e prevendite: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: da 15 euro (ridotti 12) a 93 euro (ridotti 85)
I giovani al festival’: fino a 14 anni, 5 euro; da 14 a 18 anni e universitari, 50% tariffe ridotte.

Come per tutti i concerti al Palazzo de Andrè è attivo il servizio navetta straordinario e gratuito - dedicato al pubblico del Festival - che percorrerà 2 volte la tratta Stazione Ferroviaria – Palazzo M. De André con partenza da Piazza Farini alle ore 20,15 e 20,30.
Al termine del concerto due corse riporteranno gli spettatori al capolinea.


Le vie dell’Amicizia di Ravenna Festival

1997 SARAJEVO Centro Skenderija
1998 BEIRUT Forum di Beirut
1999 GERUSALEMME Piscina del sultano
2000 MOSCA Teatro Bolshoi
2001 EREVAN - ISTANBUL Palazzo dell’Arte e dello Sport - Convention & Exhibition Centre
2002 NEW YORK Ground Zero - Avery Fisher Hall (Lincoln Center)
2003 IL CAIRO Ai piedi delle Piramidi
2004 DAMASCO Teatro Romano di Bosra
2005 EL DJEM Teatro Romano di El Djem
2006 MEKNÈS Piazza Lahdim
2007 CONCERTO PER IL LIBANO Roma, Palazzo del Quirinale
2008 MAZARA DEL VALLO Arena del Mediterraneo
2009 SARAJEVO Olympic Hall Zetra
2010 ITALIA-SLOVENIA-CROAZIA Trieste, Piazza Unità d’Italia
2011 NAIROBI Uhuru Park
2012 CONCERTO DELLE FRATERNITA’ Pala De Andrè, Ravenna
2013 CONCERTO PER LE ZONE TERREMOTATE DELL’EMILIA Piazza della Costituente, Mirandola
2014 REDIPUGLIA Sacrario Militare, Fogliano di Redipuglia
2015 OTRANTO Cattedrale di Otranto

2016 TOKYO (16 marzo Bunka Kaikan, 17 marzo Metropolitan Theatre)
2016 RAVENNA (3 luglio Pala De Andrè)

Le vie dell’Amicizia: Tokyo-Ravenna
direttore Riccardo Muti
basso Ildar Abdrazakov

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Tokyo Harusai Festival Orchestra

Coro del Teatro Petruzzelli di Bari
Coro del Friuli Venezia Giulia
Coro di Voci Bianche dell’Accademia Teatro alla Scala
maestri dei cori Franco Sebastiani, Cristiano Dell’Oste, Bruno Casoni

Giuseppe Verdi
da Nabucco sinfonia e coro d’introduzione “Gli arredi festivi”
da Attila aria e cabaletta di Attila “Mentre gonfiarsi l’anima… Oltre quel limite”
da Macbeth ballabili atto III
da La forza del destino sinfonia
da I lombardi alla prima crociata coro della processione “Gerusalem… Gerusalem… la grande”

Arrigo Boito
da Mefistofele prologo

Che sia teso a lenire le ferite di una guerra o della cieca forza della natura, che voglia placare secolari incomprensioni o riscoprire antiche identità e radici, o ancora unire in simbolica comunione le più diverse fedi religiose, il viaggio dell’amicizia – questo è il ventesimo – si dispiega sempre nel segno della forza espressiva che fa della musica il solo linguaggio capace di andare oltre la parola. E in questo caso lo strumento per celebrare un’amicizia nata 150 anni fa: dopo il concerto che lo scorso marzo ha visto Riccardo Muti e la “sua” Cherubini a Tokyo unirsi alla Harusai Festival Orchestra, ecco che quegli stessi musicisti approdano a Ravenna in un reciproco abbraccio. A unire questi due popoli lontani e apparentemente tanto diversi, il genio operistico verdiano, per noi lingua madre, per loro profonda e sincera passione.


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