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Create Date24 settembre 2016
Last Updated24 settembre 2016

Ravenna, 24 settembre 2016. Si è svolta stamane al Teatro Alighieri la presentazione della Trilogia d’Autunno 2016 di Ravenna Festival, “Lungo il Danubio”, dedicata al mondo dell’operetta. Sono intervenuti: Michele de Pascale  Sindaco di Ravenna, Elsa Signorino Assessore alla Cultura, Antonio De Rosa sovrintendente Ravenna Festival, Franco Masotti e Angelo Nicastro direzione artistica Ravenna Festival.

Ufficio stampa Ravenna Festival: tel. 0544 249237 – press@ravennafestival.org

Trilogia d’Autunno: Lungo il Danubio
Teatro Alighieri 14-23 ottobre

Ritorna a ottobre l’appuntamento con la Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival che, fuoriuscendo dai tradizionali confini estivi, da alcuni anni è approdato con successo anche ai mesi autunnali con una formula che alterna tre opere sullo stesso palcoscenico sera dopo sera. Dopo gli amatissimi capolavori “popolari” di Giuseppe Verdi (Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata), la dedica al compositore di Busseto si è rinnovata nel 2013 con i suoi lavori “shakespeariani” (Macbeth, Otello, Falstaff). Nel 2014 la Trilogia ha offerto l’occasione di ammirare il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con Il lago dei cigni, Giselle, Trittico ’900. L’omaggio a Giacomo Puccini e al suo capolavoro più amato, La Bohème, ha celebrato nel 2015 il genio di un altro dei grandi operisti italiani universalmente noti, al quale il teatro musicale del Novecento è profondamente debitore.

La Trilogia 2016 presenta, dal 14 al 23 ottobre, un intenso trittico “danubiano” che rende omaggio a quella grande civiltà che fu l’Impero Austroungarico al suo tramonto e che vide Vienna e le grandi città dell’impero, con Budapest nel ruolo di coprotagonista, farsi culla di uno straordinario fermento multiculturale. Al Teatro Alighieri andranno in scena, in esclusiva per l’Italia, tre produzioni dei principali teatri ungheresi – Teatro dell’Operetta di Budapest, Teatro Csokonai di Debrecen e Teatro di Szeged - che contribuiscono a mantenere eccellente il livello di una tradizione che non ha mai conosciuto cedimenti: Gräfin Mariza (La Contessa Maritza), Die Fledermaus (Il pipistrello) e Die lustige Witwe (La vedova allegra).

Un tributo a una forma di teatro musicale, l’“operetta”, cui si devono capolavori come quelli proposti a Ravenna che raggruppano tre dei maggiori compositori di questo genere: Emmerich Kálmán, Johann Strauss e Franz Lehár. Nella Vienna austro-ungarica, capitale di quell’impero multietnico e multinazionale che ha nel Danubio una delle più importanti vie di comunicazione, vanno in scena, nel giro di cinquant’anni e tutte nel Theater an der Wien, i titoli di questa Trilogia danubiana. Se Strauss, autore del Pipistrello, è ritenuto il creatore dell’operetta viennese, la Vedova allegra di Lehár riscuote uno straordinario quanto inatteso successo nella Vienna di Freud, Mahler, Schnitzler e Schönberg. Quasi vent’anni dopo, l’ungherese Kálmán chiude il cerchio, innervando di elementi zigani e magiari questa forma di teatro musicale ormai popolarissima che, proprio nella Contessa Maritza, strizza l’occhio a un’operetta di Strauss. Questi tre capolavori saranno presentati nella loro forma integrale, che fonde alla perfezione teatro, musica e danza e costituisce l’illustre progenitore (grazie anche a compositori come Offenbach e Gilbert & Sullivan) del musical di Broadway e del West End (ma anche della commedia musicale nella sua declinazione italiana).

La Trilogia d’Autunno (sponsor - è organizzata in collaborazione con Operettissima, grazie alla quale teatri in tutto il mondo - dall’Europa fino all’Estremo Oriente - hanno scoperto quello straordinario e inimitabile patrimonio che è la cultura dell’operetta in Ungheria. Un patrimonio che a Ravenna sarà rappresentato da un incontro virtuoso di quanto di meglio i teatri ungheresi possono offrire: l’Orchestra Filarmonica Kodály, il coro del Teatro Csokonai e il corpo di ballo del Teatro dell’Operetta di Budapest si esibiranno accanto a tre cast che uniscono le voci di spicco della ricca scena ungherese. Alla guida di questa eccezionale compagine di artisti si alterneranno sul podio il direttore musicale del Teatro dell’Operetta, László Makláry, e il direttore musicale del Teatro Csokonai, Dániel Somogyi-Tóth, entrambi formatisi alla prestigiosa Accademia musicale Ferenc Liszt. Firma Gräfin Mariza e Die Fledermaus il direttore artistico del Teatro dell’Operetta, Kero (Miklos Gàbor Kerènyi), che ha ricevuto il premio Kossuth - il maggiore riconoscimento in Ungheria nel campo della scienza e delle arti - per aver promosso e reso popolare la cultura operistica ungherese; mentre Die lustige Witwe vede alla regia Csaba Tasnàdi, fondatore e direttore del Vidor Festival.

Venerdì 14 ottobre (replica martedì 18), Gräfin Mariza. A inaugurare la trilogia è l’operetta più “zigana”, sia per il soggetto, che ruota attorno alle vicende della ricca Contessa Maritza assediata dai pretendenti, sia per il ricorso da parte del compositore a elementi della musica popolare magiara e zigana, in primo luogo la csárda, che per l’ambientazione, un possedimento al confine tra Ungheria e Bulgaria. Rappresentata nel 1924, è l’operetta che ha avuto maggior successo nel secondo dopoguerra, suscitando anche l’ammirazione di Toscanini, in particolare per la raffinata orchestrazione. Pur guardando alla tradizione zigana, la partitura di Kálmán rivela la suggestione della musica di Gershwin, che il compositore ebbe modo di frequentare a Vienna.

Sabato 15 ottobre (repliche mercoledì 19, venerdì 21), Die Fledermaus. Tratta dalla commedia Le réveillon di Meilhac e Halévy, e rappresentata il 5 aprile 1874, domenica di Pasqua, Il pipistrello intreccia ambizioni e tradimenti, intrighi e travestimenti, alla musica del valzer, della csárda – cantata dall’astuta Rosalinde per simulare un’identità ungherese –  e della polka. Non deve ingannare la serie di equivoci generati dal desiderio del notaio Falke di vendicare una burla degli amici, che lo hanno fatto vagare per la città ubriaco e travestito da pipistrello: le ampie tessiture vocali, i virtuosismi dei cantanti e l’articolata architettura musicale mantengono alta la tensione e coinvolgono lo spettatore nel funambolico gioco delle parti, al punto da consegnare questa operetta alla storia come un vero e proprio classico, amatissimo tra l’altro da un eccelso direttore d’orchestra quale fu Carlos Kleiber.

Domenica 16 ottobre (repliche lunedì 17, giovedì 20), Die lustige Witwe. In scena il 30 dicembre 1905, La vedova allegra è ambientata a Parigi e ha per protagonista Hanna Glawari, una ricca vedova del Pontevedro – nome che cela a malapena il Montenegro – i cui connazionali vorrebbero far risposare in patria per evitare il trasferimento all’estero del patrimonio. Ci riusciranno al termine di una partitura in gran parte in tre quarti, il tempo del valzer, grazie ad una vecchia fiamma, Danilo, omonimo del figlio di Nicola I re del Montenegro – ulteriore dettaglio che ha dato luogo a interpretazioni irredentiste della Vedova allegra. “Questa non è musica!” è il giudizio che il direttore del teatro An der Wien pronunciò sull’operetta, senza essere in grado di offuscarne il successo; Lehár volle che quella stessa frase fosse incisa sulla medaglia che ne celebrava la duecentesima replica.

A concludere il viaggio lungo il Danubio (domenica 23 ottobre), dopo tre giorni di esibizioni negli angoli più diversi del centro storico di Ravenna, sarà il concerto della Budapest Gypsy Symphony Orchestra, per la prima volta in Italia, un’orchestra di 100 strumentisti, tra violini, viole, violoncelli, contrabbassi, clarinetti e cimbalom che, nella migliore tradizione zigana, non esiterà ad alternare in funamboliche esecuzioni pagine celebri di compositori quali Liszt, Bartók, Kodály, Cajkovskij e Strauss a brani di musica tradizionale ungherese e zigana.

La Trilogia d’Autunno 2016 è resa possibile grazie al sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia Romagna, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e al contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e Hormoz Vasfi; partner sostenitori dell’iniziativa C.M.C. Ravenna, Unipol Banca, Gruppo Nettuno e Poderi dal Nespoli.

Il gusto dell’Operetta: cibi, vini e musiche danubiane nei ristoranti e nelle piazze di Ravenna.
La Trilogia d’Autunno sarà anche un’occasione d’incontro tra la cultura romagnola e quella danubiana, con iniziative dedicate nei weekend. Il primo trittico di operette (14, 15, 16 ottobre), grazie alla collaborazione di CheftoChef  emiliaromagnacuochi, offrirà l’opportunità di scoprire il patrimonio enogastronomico ungherese, attraverso due momenti chiave.  Il Museo d’Arte della città di Ravenna apre le porte a musica e cucina d’autore, un ambiente unico ed esclusivo si fa palcoscenico per la musica e la creatività di tre chef ‘stellati’: Igles Corelli, Pier Giorgio Parini e Mattia Borroni.  Per tutto il week-end “Ungheria e Romagna a tavola insieme”, vini ungheresi serviti in 27 ristoranti della città, tra cui quattro che proporranno anche un menu a tema con accompagnamento musicale ‘live’.  All’ultimo appuntamento con l’operetta seguiranno invece tre giorni (21, 22, 23 ottobre) di esibizioni musicali nelle piazze cittadine: un incontro tra musicisti zigani e la tradizione nostrana con la partecipazione dei canterini romagnoli e le Bande cittadine di Ravenna e Russi, in occasione della festa del vino Giovinbacco.

Info e prevendite: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti Gräfin Mariza (La Contessa Maritza), Die Fledermaus (Il pipistrello) e Die lustige Witwe (La vedova allegra): da 14 a 45 euro
Carnet tre spettacoli: da 33 a 108 euro


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