Le infinite risorse espressive dell’opera in musica vanno in scena con la trasgressiva lettura di Eimuntas Nekrosius (Otello) e la tecnologia virtuale delle prime sperimentazioni registiche di Cristina Mazzavillani Muti (Capuleti e Montecchi). Torna Pierre Boulez, mentre si affacciano per la prima volta sul palcoscenico ravennate James Levine e Jeffrey Tate.
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