Si apre il 21 maggio la XXXVII edizione di Ravenna Festival, che continua fino all’11 luglio un cartellone ricco di oltre cento alzate di sipario e con più di mille artisti coinvolti. Il concerto inaugurale è nel segno di una straordinaria interprete quale Anne-Sophie Mutter, solista per il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61 di Beethoven, prima parte del concerto con la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Vasily Petrenko anche nella Quinta di Mahler. Il titolo di quest’edizione – il verso dantesco Nacque al mondo un sole (Par. XI, v. 50) – è in omaggio a Francesco d’Assisi a 800 anni dalla morte; al fil rouge francescano appartiene il concerto che vede Riccardo Muti dirigere la sua Orchestra Cherubini in Nobilissima visione di Paul Hindemith, per poi conversare con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto (7 giugno). Muti sarà impegnato anche l’1 e 2 giugno, alla guida di oltre 3000 coristi da tutt’Italia in due giorni di lezioni e prove per la seconda edizione di Cantare amantis est e in due concerti: il 30 giugno di nuovo sul podio della Cherubini per Verdi, De Falla e Ravel, mentre il 2 luglio guida i Philharmonic Brass, l’ensemble composto da ottoni dei Berliner e dei Wiener, in Italiana!, florilegio di compositori italiani da Albinoni a Martucci.

L’omaggio al santo patrono d’Italia – simbolo di un nuovo umanesimo che non appartiene più solo ai credenti, ma anche a tutti coloro che invocano la pace, la sostenibilità, il dialogo fra culture e religioni, la solidarietà – continua con commissioni di lavori originali come Il Santo folle, che Guido Barbieri ha scritto sull’incontro di Francesco con il sultano d’Egitto su musica di Marcello Fera (dal 4 al 9 giugno) e la ricostruzione musicale del Cantico delle creature dell’Ensemble Micrologus (19 giugno). E se questi appuntamenti sono ospitati nella Basilica di San Francesco, non mancano i concerti di musica sacra nella basiliche bizantine Patrimonio Unesco di Ravenna. A Sant’Apollinare in Classe gli estoni Vox Clamantis propongono pagine di Arvo Pärt, il compositore loro conterraneo di cui sono fra gli interpreti più accreditati, mentre San Vitale accoglie Per la nascita del Verbo (17 giugno) con La Cappella Neapolitana diretta da Antonio Florio, prima parte del dittico Da Greccio al presepe napoletano in omaggio tanto a San Francesco quanto a Roberto De Simone (il dittico si completa all’Alighieri con Cantata dei pastori di e con Peppe Barra il 18 giugno).

È la pratica di un mestiere – che per San Francesco era risorsa non solo economica ma interiore – al centro di OperaPaese per Ravenna (3 luglio) di Giorgio Battistelli, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia, che rende protagonisti di teatro musicale gli artigiani del territorio, con quel loro mondo di utensili, gesti e suoni a rischio d’estinzione. Sul podio dell’Orchestra Cherubini salgono anche Kent Nagano per la Pastorale di Beethoven e, in prima italiana, le Quattro stagioni di Vivaldi rivisitate dalla compositrice uzbeko-tedesca Aziza Sadikova (14 giugno) e, il 27 giugno, Nicola Piovani per il suo Padre Cicogna, racconto sinfonico con la voce recitante del pluripremiato Toni Servillo, dall’omonimo poemetto di Eduardo De Filippo. Enrico Onofri guida invece la Münchener Kammerorchester in due concerti i cui programmi spaziano da Mozart e Haydn a Pärt; se il 30 maggio l’appuntamento è al Teatro Alighieri, il 31 maggio – con Arsenii Moon al pianoforte per Chopin – si ritorna alla Rocca Brancaleone, fortilizio veneziano del XV secolo e, dagli anni Settanta, storica sede di spettacolo dal vivo che ha visto la nascita di Ravenna Festival (nel 1990, con il concerto diretto da Riccardo Muti).

Restituita alla cittadinanza e ai visitatori dopo un imponente intervento di recupero e valorizzazione, la Rocca Brancaleone ospita notti a tutto jazz come Stefano Bollani All Stars (6 giugno), il concerto di Pat Metheny (3 luglio) e, nella stessa serata, il chitarrista Matteo Mancuso che propone il suo Route 96 Tour e la regina del basso Nik West che presenta il suo secondo album, Moody (9 luglio). Ma la programmazione alla Rocca include appuntamenti di musica e cinema come Fantasia in Concert Live to Film o concerti come quello della “orchestra di voci” Chanticleer (16 giugno) o la prima tappa italiana del tour per i 35 anni di musica di Dulce Pontes, la cantautrice portoghese che ha sposa pop e folk alla tradizione del fado (4 luglio).

Le incursioni del Festival attraverso i più disparati territori musicali continuano con ospiti come la leggenda della techno Jeff Mills (26 giugno), la cantautrice Emma Nolde in versione “sinfonica” con l’Orchestra La Corelli (28 giugno), Dj Shocca con un manipolo di sodali rap come Ensi, Nerone, Tormento, Johnny Marsiglia, Madbuddy, Frank Siciliano e altri (Rap-Union, 20 giugno) e la Glenn Miller Orchestra per Swing Forever (21 giugno).

La valorizzazione di luoghi vicini e lontani, un percorso di incontro tra le stratificazioni culturali e generazionali all’interno di uno stesso territorio, è al centro delle residenze che attraversano il programma di quest’anno. Il pianista Filippo Gorini è in residenza a Russi dal 20 maggio al 20 giugno, tiene una masterclass aperta ai giovani del territorio e si esibisce in strutture di cura e accoglienza, ma anche nei recital in programma a Russi nel Teatro Comunale (28 maggio), a Ravenna nel chiostro della Loggetta Lombardesca (5 giugno) e nei Chiostri Danteschi (8 giugno) e a Lugo nel Museo Francesco Baracca (16 giugno). La residenza di Giovanna Baviera ai Musei Byron e del Risorgimento dal 10 al 13 giugno include Soloindue (13 giugno), dove rende omaggio all’arte dimenticata di “cantare alla viola”, e gli appuntamenti al MAR in dialogo con il racconto di Matteo Cavezzali Una panchina, due finestre (10 giugno) e l’intervento dell’avvocata e attivista Cathy La Torre (11 giugno). In residenza all’Auditorium di San Romualdo con prove aperte per tre giorni, dal 19 al 21 giugno, il coro da camera italo-sloveno Vikra diretto da Petra Grassi farà risuonare canti di svariate tradizioni e provenienze geografiche anche nei due concerti a San Romualdo (19 giugno) e nella Basilica di San Francesco (20 giugno) e nella liturgia al Duomo, parte del percorso In templo Domini (21 giugno).

La sezione danza è disseminata di prime. Al suo debutto italiano Murmuration Level2 di Sadeck Berrabah, che  dirige i suoi interpreti in una danza di segni e geometrie perfette, miscelando il tutto con elementi tratti dalla street dance (12 giugno). Per la prima volta in Italia anche The infinite Approach di Yoann Bourgeois, alle prese, tra danza e teatro, con bilanciamenti precari con sedie e scale, corpi e spazio (8 luglio). Prima assoluta per goldroom secondo capitolo di Overlook Hotel, ciclo di lavori del gruppo nanou che con il precedente redrum ha vinto il Premio Ubu 2024 (1-7 giugno tranne 3 e 4), mentre la Sergio Bernal Dance Company propone due coreografie di Rafael Aguilar (Rango, ispirato a La casa di Bernarda Alba di Federico García Lorca, e Bolérosulle note di Ravel); Suite flamenca, che completa il trittico (10 luglio)  Ravenna ospita inoltre Stars of Today Meet the Stars of Tomorrow, il gala del master Youth American Grand Prix (YAGP) di New York: i migliori allievi si esibiscono accanto ai docenti dei corsi – étoiles come Maria Khoreva del Mariinskij (25 giugno).

La programmazione teatro è sempre ricca grazie a quelle compagnie del territorio che fanno di Ravenna uno dei più fertili terreni del teatro italiano. Nell’ambito del dialogo con il Parco Archeologico di Pompei, Marco Martinelli lavora con adolescenti del territorio partenopeo per “rimettere in vita” è l’Antigone di Sofocle (28 giugno), mentre il Grande Teatro di Lido Adriano rilegge Viaggio in Occidente (dal 10 al 14 giugno), classico cinese, con il coinvolgimento di decine di giovani e adulti della cosmopolita località della riviera. Con Storia del nuovo cognome (29 maggio) Fanny & Alexander tornano a confrontarsi con Elena Ferrante, attraverso il fumetto di Mara Cerri e Chiara Lagani. In collaborazione con Le belle bandiere, La bambina inglese (23-29 giugno) è una dedica alla figlia di Lord Byron ospitata proprio dai Musei Byron e del Risorgimento in quel Palazzo Guiccioli dove il poeta inglese ebbe residenza nel suo soggiorno ravennate. Francescana invece l’ispirazione di Lu santo jullare Francesco (5 giugno) di Dario Fo e Franca Rame, in scena con Ugo Dighero.

Tanti gli appuntamenti che uniscono parole e musica. Nel 2026 ricorre il 1500° anniversario della morte di Teodorico, il sovrano ostrogoto che fece di Ravenna la sua capitale; al suo Mausoleo, parte del sito Unesco di Ravenna, lo storico dell’arte Jacopo Veneziani dedica una lectio accompagnato da un Sestetto della Cherubini (24 giugno). Il celebre podcaster Paolo Trincia che rilegge A sangue freddo di Truman Capote con musiche di Leonardo Marino (17 giugno), mentre l’omaggio a Grazia Deledda è firmato dalla poetessa e drammaturga Mariangela Gualtieri e della tromba di Paolo Fresu (2 luglio). Le riflessioni dell’esploratore Alex Bellini, noto per le sue imprese estreme, hanno per colonna sonora la musica elettronica di Luca Lagash (13 giugno). All’intervento l’intervento dello psicoanalista Massimo Recalcati, segue il concerto della Cherubini diretta a Daniele di Bonaventura in pagine di Piazzolla (1 luglio).

È Mozart 1791 il titolo della Trilogia d’Autunno in scena dal 13 al 17 novembre: il Festival gli rende omaggio con un percorso concentrato sull’anno 1791, in cui videro la luce anche La clemenza di Tito, Die Zauberflöte (Il flauto magico) e l’incompiuta Messa da Requiem in re minore K. 626 , unicum nel catalogo di Mozart. A confrontarsi con questi capolavori Chiara Muti alla regia e drammaturgia, Ottavio Dantone alla direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e il Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini preparato da Lorenzo Donati. Il trittico si apre con una nuova produzione de La clemenza di Tito (13, 16 novembre), mentre per L’ultimo incanto (14, 17 novembre), Chiara Muti, a partire dai personaggi e dalle arie e dialoghi di Die Zauberflöte, impagina un originale e visionario racconto della vita di Mozart con estratti dalle sue lettere e altre composizioni del 1791 quale il celebre Ave Verum, o il meno noto ma altrettanto suggestivo Adagio in do maggiore per Glassarmonica. Completa la Trilogia il Requiem (15 novembre).

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