Svelato in anteprima uno dei nove appuntamenti della rassegna

È con Niccolò Fabi il primo appuntamento confermato di Romagna in Fiore, sabato 23 maggio alle 16 alla Torraccia, in attesa di annunciare – il 10 marzo – il programma completo della speciale rassegna di Ravenna Festival che per il terzo anno consecutivo invita il pubblico a percorrere i sentieri della Romagna (e non solo) per assistere a concerti dall’anima green, anche per quest’edizione con Gruppo Hera come main partner. Il tour estivo di Fabi si apre proprio con questo concerto presso la torre. Un tempo destinata a vegliare sul nuovo porto Candiano e oggi immersa nella campagna di Classe, la Torraccia si trova in uno dei terreni di C.A.B. TER.RA., la più antica cooperativa agricola della provincia che nel 2023 ha sacrificato parte dei propri campi per far defluire le acque e salvare il centro storico di Ravenna dall’alluvione. In attesa di scoprire le altre otto tappe di Romagna in fiore (dall’1 al 24 maggio, per quattro fine settimana consecutivi), le prevendite per l’appuntamento con Niccolò Fabi si aprono alle 16 di giovedì 19 febbraio: confermato il prezzo simbolico di ingresso a 5 euro, biglietti disponibili alla Biglietteria del Teatro Alighieri (anche telefonicamente 0544 249244 e online su ravennafestival.org).

Niccolò Fabi torna live quest’estate dopo la tournée teatrale di presentazione dell’ultimo album Libertà negli occhi, decimo disco di inediti uscito per BMG. Il nuovo tour sarà un’occasione per attraversare i brani più amati del suo repertorio, in un racconto musicale capace di unire generazioni diverse – perché i suoi concerti sono spettacoli fatti di delicatezza, intensità e autenticità. Negli ultimi anni, inoltre, con la presenza di parti strumentali che mescolano la psichedelia con l’elettronica, i live del cantautore hanno un approccio musicale sempre più vicino ad un sound internazionale. Sul palco insieme a Niccolò Fabi i colleghi e amici, da sempre parte del suo universo musicale, Roberto “Bob” Angelini, Alberto Bianco e Filippo Cornaglia. Insieme a loro anche per quest’esperienza ci saranno Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, che hanno partecipato alla registrazione dell’ultimo album nella baita di montagna in Val di Sole e che Fabi ha conosciuto grazie all’esperienza presso Officina delle Arti Pierpaolo Pasolini, di cui è Responsabile della sezione Canzone.

Da quando ha vinto il Premio della Critica a Sanremo 1997 con Capelli, Niccolò Fabi ha attraversato gli ultimi trent’anni di musica italiana senza mai sgomitare o alzare troppo la voce, ma lasciando tracce profonde, tra canzoni-manifesto di intere generazioni e la trasformazione del più privato dei dolori – quello per la perdita di una figlia – in gesti di solidarietà, come con “Parole di Lulù” a sostegno di Medici con l’Africa CUAMM. Le collaborazioni eccellenti si sprecano – vedi quella con Mina o il trittico FabiSilvestriGazzé – e sono due le Targhe Tenco (con Ecco e Una somma di piccole cose), ma fra i riconoscimenti si conta anche quello Amnesty del 2020 per il brano Io sono l’altro. Il 2026 di Fabi è iniziato con la pubblicazione del video live dell’inedito Il silenzio del mattino, registrato lo scorso autunno durante un soundcheck in corso di tour teatrale. Una canzone che è un invito a godersi le meraviglie del presente anche quando il futuro è incerto.