Lo sguardo sul tempo e sulle mutazioni che sempre accompagnano il traghettare da un secolo all’altro e in particolare l’affacciarsi del ’900, sarà il focus della scelta dei titoli che compongono la trilogia 2017 in programma al Teatro Alighieri dal 17 al 23 novembre.
Composti nell’arco dell’ultimo decennio del XIX secolo, “Cavalleria rusticana” (1890 Roma, Teatro Costanzi), “Pagliacci” (1892 Milano, Teatro Dal Verme), “Tosca” (1900 Roma, Teatro Costanzi), risentono degli influssi delle nuove sensibilità che corrono per l’Europa, incarnando le istanze di un’adesione al reale per quello che è e per come si manifesta, nei suoi aspetti più materiali e crudi, intendendo così darne una rappresentazione più vera.Il progetto avrà in Cristina Mazzavillani Muti la mente ispiratrice che, a capo del suo ormai tradizionale e apprezzato staff, curerà la regia, l’ideazione scenica e l’impaginazione dell’intera operazione. A dirigere i tre titoli è stato chiamato Vladimir Ovodok, uno dei primi allievi dell’Italian Opera Academy di Riccardo Muti, che sarà a capo dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini e del Coro del Teatro Municipale di Piacenza istruito da Corrado Casati.

Teatro Alighieri 17-23 novembre 2017

Venerdì 17 novembre (ore 20.30)
Martedì 21 novembre (ore 20.30)
Cavalleria rusticana
melodramma in un atto
libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci
tratto da Giovanni Verga
musica di Pietro Mascagni

Sabato 18 novembre (ore 20.30)
Mercoledì 22 novembre (ore 20.30)
Pagliacci
dramma in un prologo e due atti
parole e musica di Ruggero Leoncavallo

Domenica 19 novembre (ore 15.30)
Giovedì 23 novembre (ore 20.30)
Tosca
melodramma in tre atti
libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa
dal dramma La Tosca di Victorien Sardou
musica di Giacomo Puccini

direttore Vladimir Ovodok
regia e ideazione scenica Cristina Mazzavillani Muti

Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Coro del Teatro Municipale di Piacenza
maestro del coro Corrado Casati


Biglietti / Carnet
10 luglio prevendita carnet riservata agli abbonati
18 settembre prevendita carnet e biglietti

Cavalleria rusticana / Pagliacci
Platea/Palco centrale dav. € 55, € 48*
Palco centr. dietro/lat. dav. € 40, € 36*
Palco lat. Dietro/Galleria/Palco IV ordine € 24, € 20*
Loggione € 15

Tosca
Platea/Palco centrale dav. € 70, € 64*
Palco centr. dietro/lat. dav. € 52, € 48*
Palco lat. Dietro/Galleria/Palco IV ordine € 30, € 26*
Loggione € 18

CARNET (3 spettacoli)
Platea/Palco centrale dav. € 150, € 135*
Palco centr. dietro/lat. dav. € 110, € 100*
Palco lat. Dietro/Galleria/Palco IV ordine € 64, € 56*
Loggione € 40

* ridotto: Associazioni liriche, Cral, insegnanti, under 26, over 65, convenzioni


Tre opere, tre diversi titoli si susseguono, una sera dopo l’altra, sullo stesso palcoscenico, in un vero e proprio “tour de force” lirico: ancora una volta, il festival sfodera risorse capaci di trasformare il teatro Alighieri in una instancabile macchina produttiva. E lo spazio scenico in una claustrofobica scatola dell’angoscia, che si apre e si chiude, trasfigurandosi e dando voce e corpo al gesto tragico che attraversa questi capolavori: la morte in duello, il suicidio, l’omicidio… sentimenti messi fino in fondo alla prova. Visionarie proiezioni per la travolgente passione di Cavalleria rusticana, schegge di luce taglienti e micidiali per Pagliacci, ancora luci e proiezioni per la Roma chiusa e soffocante di Tosca. Eppoi, l’audacia di giovani voci e la freschezza di un gesto direttoriale formatosi proprio in questo teatro, all’Accademia di Riccardo Muti.

Il tramonto di un’epoca si fonde all’alba di nuovi tempi: è sul finire dell’Ottocento, che il melodramma italiano ritrova nuova linfa, in quegli anni in cui tutto – idee e linguaggi e sperimentazioni – conduce irresistibilmente alla modernità, a quel grumo di senso che precipita fino al cuore del Novecento, irradiandosi sino a noi. Nel 1890 la fulminante immediatezza espressiva di Cavalleria rusticana conquista i teatri imponendo il verbo “verista” in musica, e due anni dopo, Leoncavallo trasfigura un vecchio fatto di cronaca nelle tinte fosche di una passionalità senza scampo: la “parola scenica” esplode caricandosi di una tradizione lunga secoli e dandogli nuova luce. Quella luce che splenderà appieno nell’eroismo tragico di Tosca, nella forza drammaturgica e nella raffinatezza della partitura con cui Puccini inaugurerà il nuovo secolo.