Sora nostra morte corporale

Coro & Ensemble 1685*
direttore Antonio Greco

Johann Sebastian Bach (1685-1750)
Mottetto “Der Gerechte kömmt um” BWV 1149
per coro a 5 voci, orchestra e basso continuo
(contrafactum di “Tristis est anima mea” di Johann Kuhnau)

Jan Dismas Zelenka (1679-1745)
Requiem ZWV 48
per SATB soli, coro a 4 voci, orchestra e basso continuo

Johann Sebastian Bach
Mottetto “O Jesu Christ, meins Lebens Licht” BWV 118
per coro a 4 voci, orchestra e basso continuo

*Conservatorio “Giuseppe Verdi“ di Ravenna – Corso di prassi esecutiva del prof. Paolo Ballanti
concerto realizzato nell’ambito del Blended Intensive Programme (BIP) Erasmus+,
con la
partecipazione di studenti di varie istituzioni europee


È negli ultimi versi del Cantico delle Creature che si cela il filo conduttore di questo concerto, «Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale», quella a cui nessun umano può sfuggire: guai a chi muore nel peccato, beato invece chi ha vissuto secondo la volontà dell’Altissimo. Dunque, i brani altro non sono che meditazioni sulla morte, non prive però di speranza: lo struggente mottetto “Der Gerechte kömmt um”, attribuito a Bach, si basa su un passo di Isaia che, pur insistendo sulla ineluttabilità del trapasso, prepara chi lascia il soggiorno terreno alla dolcezza eterna, promessa anche dall’altro mottetto bachiano, “O Jesu Christ, meins Lebens Licht”. Pagine poste a incorniciare l’intenso Requiem del coevo compositore boemo Zelenka, ammirato dai contemporanei, ma solo recentemente riscoperto.