Storia di un figlio cattivo
sulle orme di Agostino di Tagaste

Sacra rappresentazione per soprano, voce recitante e ensemble strumentale

musica di Filippo Bittasi
libretto e drammaturgia di Matteo Gatta

mezzosoprano Daniela Pini
voce recitante Matteo Gatta

Ensemble Tempo Primo
organo Andrea Berardi

commissione di Ravenna Festival
in coproduzione col Festival di Musica Sacra di Pordenone


È lei l’unico personaggio in scena, in questa sacra rappresentazione che ispirata alle Confessionidi Agostino di Ippona. È lei, la madre, Monica, che non ha mai smesso di pregare per la conversione del figlio, un “figlio cattivo”, ritratto attraverso la lettura di passi di lettere di Agostino e soprattutto attraverso la riflessione che proprio la madre elabora rivolgendosi a Dio. Ma in questo frutto della collaborazione tra due giovani talenti ravennati, il compositore Bittasi e l’attore-autore Gatta, la narrazione non ricalca del tutto la biografia del Santo: il figlio cattivo muore infatti accoltellato durante una rissa in un bordello. Così il dramma si nutre del peccato e della colpa, del giudizio e delle relazioni che plasmano una vita, di regole e di “devianza”, di una possibile via di fuga…