Trilogia d’autunno: Mozart 1791
L’ultimo incanto
drammaturgia originale su Die Zauberflöte e le ultime composizioni di Mozart
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
direttore Ottavio Dantone
Coro della Cattedrale di Siena Guido Chigi Saracini
maestro del coro Lorenzo Donati
regia e drammaturgia Chiara Muti
scene Alessandro Camera
costumi Tommaso Lagattolla
light designer Vincent Longuemare
«Nacque al mondo un sole»: traslando in musica il verso dantesco che celebra Francesco, si può arrivare naturalmente a Wolfgang Amadeus Mozart, alla sua straordinaria parabola artistica. Che si conclude troppo presto nel 1791, un anno funesto, quindi, ma anche estremamente fecondo e ricco di commissioni e di capolavori: è alle prese con Il flauto magicoquando un misterioso committente gli ordina il Requiem, ma la composizione del Singspiel è interrotta anche da La clemenza di Tito, composta in soli 18 giorni per l’incoronazione del re di Boemia. Ma il catalogo estremo è punteggiato anche di pagine quali l’Ave Verum Corpus, il Concerto per clarinetto e orchestra, l’Adagio in do maggiore per glassarmonica… Ecco, è a quell’anno frenetico e drammatico che è dedicata la quindicesima edizione della trilogia d’autunno.
Una trilogia tutta affidata all’esperienza e alla maestria indiscutibile di Ottavio Dantone e, insieme, al rigore creativo di Chiara Muti, impegnata a progettare una nuova Clemenza, ma anche una drammaturgia del tutto originale: L’ultimo incanto. In cui, prendendo le mosse proprio dalle suggestioni e dalle musiche di quell’ultimo impeto creativo, impagina un racconto visionario – intessuto di arie, dialoghi, lettere -, avvincente riflesso della vita di Mozart.
Ancora una volta, secondo le consuetudini di una vera e propria “fucina dell’opera”, collaudatissima macchina teatrale capace di scomporre e ricomporre la scena, sullo stesso palcoscenico, una sera dopo l’altra. In una sorta di imperdibile immersione totale nell’estremo e sublime gesto mozartiano.
