JANUA*
la musica del dialogo Oriente e Occidente nell’ultimo scisma

Irini Ensemble
direttore Lila Hajosi
Eulalia Fantova, Clémence Faber mezzosoprani
Julie Azoulay, Lauriane Le Prev contralti
Benoît-Joseph Meier, Olivier Merlin tenori
Jean-Marc Vié, Sébastien Brohier bassi
Catherine Motuz, Sandie Griot trombe e tromboni medievali

musiche di Guillaume Dufay, Janus Plousiadenos, Manuel Doukas Chrysaphes

* “Ogni porta ha due lati […] così io, custode del palazzo celeste, scruto contemporaneamente l’Oriente e l’Occidente”.
(
Giano, Dio bifronte dai “Fasti” di Ovidio)


È un periodo unico, tanto breve quanto sconosciuto, quello indagato in Janua, il progetto che vede le voci suggestive dell’ensemble francese Irini accogliere per la prima volta gli strumenti, trombe e tromboni medievali. È il periodo dell’ultimo tentativo, fallito, di riunire in una sola le chiese d’Oriente e d’Occidente, con il Concilio di Firenze del 1439, salvando Costantinopoli che invece scompare tra le fiamme nel 1453, lasciando segni che risuonano ancora oggi, dopo oltre mezzo millennio. Janua, “porta” in latino, guarda in entrambe le direzioni, e lo fa attraverso lo sguardo di Dufay, testimone diretto di quegli eventi – pochi conoscono i mottetti che compose tra Grecia e Italia – che si rispecchia nella polifonia di compositori bizantini coevi. Sulle sponde del Mediterraneo, luogo di incontro di civiltà diverse eppure destinate a dialogare.