Folías & Canarios, del Antiguo y del Nuevo Mundo
Hespèrion XXI

Jordi Savall viola da gamba e direzione
Andrew Lawrence-King arpa barocca spagnola
Rolf Lislevand chitarra e tiorba
Pedro Estevan percussioni

musiche di Diego Ortiz, Francesco Corbetta, Tobias Hume, Pedro Guerrero, Antonio de Cabezón, Santiago de Murcia, Antonio Martín y Coll, Francisco Correa de Arauxo, Antonio Valente e autori anonimi

con il supporto del Dipartimento della Cultura della Catalogna e dell’Istituto Ramon Llull


Interpretare la musica antica alla luce dei repertori tradizionali, per Jordi Savall, non è solo una prassi artistica, ma è il modo per stimolare incontri tra persone di lingue e culture diversissime. È con questo spirito che nel 2016, in visita a Calais, non si è tirato indietro quando uno dei migranti della “giungla” l’ha raggiunto con il suo liuto dambura e ha cominciato a improvvisare con lui, innescando una performance che ha coinvolto altri musicisti. Il progetto che egli dedica all’America Latina esplora un altro contesto di violenta colonizzazione, che tuttavia ha generato una rielaborazione meticcia del repertorio barocco ispanico, fondendo – con la sua inimitabile forza evocativa – strutture ritmiche e armoniche del Vecchio Mondo con sonorità e voci frutto di una “creolizzazione” del fare musicale dei conquistatori.