Giuseppe Gibboni violino
Pietro Fresa pianoforte
Ludwig van Beethoven
Sonata per violino e pianoforte n. 1 in re maggiore op. 12
Sergej Sergeevič Prokof’ev
Sonata per violino e pianoforte n. 1 in fa minore op. 80
Sembrano abitare su pianeti lontanissimi, ma Beethoven e Prokof’ev condividono una stessa idea drammatica della musica: tutti e due concepiscono la forma come conflitto, tensione, opposizione di forze. In Beethoven questo si manifesta nella spinta propulsiva, nei contrasti dinamici e nella dialettica dei temi; in Prokof’ev nella durezza ritmica, nelle armonie taglienti, nelle atmosfere inquietanti. Ma pur con un linguaggio novecentesco, il compositore sovietico eredita dal tedesco la centralità del gesto energico e lo stesso impulso vitale. Entrambi trasformano la sonata in uno “spazio teatrale” per violino e pianoforte, un duello senza vincitori in cui le personalità dei solisti devono offrirsi senza compromessi, come dimostreranno due tra i più raffinati e sensibili interpreti italiani della generazione Duemila.
