Coro da camera Vikra
direttrice Petra Grassi
musiche di Giovanni Bonato, Johannes Brahms, Ambrož Čopi, Luigi Dallapiccola, Jacobus Gallus, Anton Lajovic, Federica Lo Pinto, Pavle Merkù, Claudio Monteverdi, Alessadro Orologio, Hubert Parry, Arvo Pärt, Alfred Schnittke, Georgij Vasil’evič Sviridov
Coro da camera Vikra in residenza
da venerdì 19 a domenica 21 giugno
Auditorium San Romualdo, dalle ore 15 alle ore 18
Coro da camera Vikra i concerti
sabato 20 giugno, ore 21.30
Basilica di San Francesco
Coro da camera Vikra
direttrice Petra Grassi
musiche di Giovanni Bonato, Johannes Brahms, Nana Forte, Felix Mendelssohn Bartholdy, Knut Nystedt, Hubert Parry, Arvo Pärt, Alfred Schnittke, Georgij Vasil’evič Sviridov, Michele Tadini
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Trieste è città di frontiera, terra cosmopolita di incontro fra culture e mondi, quello latino, quello slavo e quello germanico, con il grande orizzonte del mare che sembra non avere confini. L’incontro fra popoli genera spesso confronto, dialogo e fecondità di pensiero: ma nella sua storia, Trieste ha conosciuto anche profonde ferite e lacerazioni, come quelle vissute dolorosamente dalla minoranza slovena. A creare un ponte fra Italia e Slovenia sono le voci del coro da camera Vikra, in residenza al festival: gruppo vocale della Glasbena matica (alla lettera, “Patria musicale”) di Trieste, si è formato dodici anni fa attorno alla figura della direttrice Petra Grassi che, apprezzata vincitrice di concorsi vocali, porta già nel nome quel Carso (Kras, in sloveno) che attraversa e abbraccia le terre di confine.
Da Trieste, Gorizia, Udine, Venezia, Capodistria e Lubiana, le voci di Vikra esprimono la profondità delle loro radici: il repertorio, inizialmente mirato soprattutto al canto sloveno, si è poi ampliato verso la musica rinascimentale, romantica e contemporanea – tante le collaborazioni di prestigio e le prime esecuzioni, come quella, in questo caso, del brano di uno dei compositori italiani più in vista, Michele Tadini – aprendosi sempre più a nuovi percorsi. Ed è proprio con questo spirito che il coro Vikra approda a Ravenna, una città che come Trieste si affaccia al mare, storicamente aperta agli scambi e al dialogo: il programma dei concerti viaggia dal Cinquecento di Jacobus Gallus, compositore sloveno del tardo Rinascimento, e dal Seicento di Claudio Monteverdi, padre dell’opera e del teatro musicale, fino alle tessiture più attuali di Arvo Pärt, Georgij Vasil’evič Sviridov e Giovanni Bonato, abbattendo il confine dei secoli, dei generi e delle differenze.
