Soloindue
Giovanna Baviera viola da gamba e voce
Pierre Regnault dit Sandrin
Doulce mémoire
Jacques Arcadelt
Les yeux qui me sçeurent prendre
Laissez la verde couleur
Maria Vincenza Cabizza
Il primo sogno del giorno
Tobias Hume
What greater griefe
A souldier’s galliard
A Pavin
Fain would I change that note
Eva Reiter
Such dimmest light as never
Giovanna Baviera
Hor ch’el ciel e la terra
Giulio Caccini
Queste lagrime amare
Alla porta d’oriente
prima assoluta
Giovanna Baviera in residenza
da martedì 9 a sabato 13 giugno, Musei Byron e del Risorgimento, dalle ore 10 alle ore 18
Giovanna Baviera viola da gamba e voce
Giovanna Baviera i concerti
mercoledì 10 giugno, ore 21.30
Museo d’Arte della città di Ravenna – Chiostro Loggetta Lombardesca
“Una panchina, due finestre”
Giovanna Baviera viola da gamba e voce
con Matteo Cavezzali scrittore
musiche di Cipriano de Rore, Giovanna Baviera, Tobias Hume, Tadeusz Sygietyński, Bartolomeo Tromboncino, Joseph Kosma
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giovedì 11 giugno, ore 21.30
Museo d’Arte della città di Ravenna – Chiostro Loggetta Lombardesca
Giovanna Baviera con Cathy La Torre
musiche di Giovanna Baviera, Simon MacHale, Giaches de Wert, Isabella de’ Medici, Maddalena Casulana, Barbara Strozzi, Mimi Fariña
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Se in epoca rinascimentale cantare accompagnandosi col proprio strumento era pratica comune, oggi ci appare quasi come un vezzo, una curiosa novità, che però di fronte allo straordinario talento poetico di Giovanna Baviera riacquista subito la forza di una scelta preziosa quanto necessaria. Di madre irlandese e padre siciliano, un temperamento che sintetizza le diverse latitudini nella caparbia dolcezza della dimensione isolana aperta ai venti e alle più diverse influenze, la musicista approdata dal violino alla più arcana viola da gamba e, insieme, al canto, in un percorso non comune di ricerca interiore e stilistica al tempo stesso, dedica a Ravenna non un semplice concerto ma una vera e propria residenza. Una residenza che può dirsi “pubblica”, ché aperta a tutti coloro che durante il giorno vorranno assistere ai momenti di studio e approfondimento della partitura nonché al processo di costruzione delle esibizioni. Chi si troverà a passare negli spazi di Palazzo Guiccioli, la vedrà infatti al lavoro: con Maria Vincenza Cabizza, giovane compositrice di cui eseguirà una prima assoluta. Oppure con lo scrittore ravennate Cavezzali, o con l’avvocata attivista Cathy La Torre, per dar vita a percorsi musicali che si intreccino, traggano linfa e si identifichino con le loro parole: da una parte, per restituire la malinconica storia di uomo che vive su una panchina sotto gli sguardi diversi di due donne che lo osservano dalle loro finestre; dall’altra, per tradurre in suono la tenacia e il coraggio di un impegno contro le discriminazioni e le ingiustizie. Perché l’arte può (e deve essere) anche questo.
