© Luca Concas

Omaggio a Beethoven a 250 anni dalla nascita
Francesco Manara violino
Cesare Pezzi pianoforte

Ludwig van Beethoven
Sonata n. 1 in re maggiore, op. 12 n. 1
Sonata n. 6 in la maggiore, op. 30 n. 1
Sonata n. 9 in la maggiore, op. 47 detta “Sonata a Kreutzer”


Se il pianoforte è lo strumento-totem di Beethoven, anche gli archi contribuiscono al suo apprendistato. Al violino innalza dieci sonate, nove delle quali nel periodo 1797-1803. Se la prima, dedicata ad Antonio Salieri, mostra già la volontà di trattare pariteticamente il violino e il pianoforte, la sesta vede la luce nel 1802 presso Heiligenstadt, dove Beethoven scrive la lettera-testamento ai fratelli, sfogando tutta la rabbia per una malattia sempre più padrona della sua quotidianità. La nona gli vale invece l’accusa di “terrorismo artistico”. Critica sproporzionata, figlia di uno dei più grossi fraintendimenti della storia musicale: nemmeno il dedicatario Rodolphe Kreutzer, gran virtuoso dell’epoca, capisce immediatamente il capolavoro che si ritrova tra le mani. E non lo eseguirà mai.

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