Ensemble Micrologus
Giullari di Dio
Alle origini della lauda italiana con la ricostruzione del Cantico delle Creature dalle fonti più antiche
Patrizia Bovi canto, buccina
Gabriele Russo viola, corno, buccina
Goffredo Degli Esposti flauto doppio, cornamusa, zufolo e tamburo
Enea Sorini canto, cetra, naccari, tamburello
Peppe Frana citola e tamburello
Lorenzo Lolli canto, cimbali
Federica Bocchini canto, campane
Sembra proprio che il cantare come espressione della vita contemplativa sia maturato sull’esempio di San Francesco, che «quando la dolcissima melodia dello spirito gli ferveva nel petto […] traboccava in giubilo alla maniera giullaresca». Dunque, è grazie a lui che la figura del giullare fu riscattata e portata a nuova dignità, divenendo il modello di un inedito stile comunicativo, destinato a soppiantare le complesse ritualità della devozione “ufficiale” anche con mezzi espressivi di carattere popolare. Primo fra tutti quella lingua volgare da cui germoglierà il seme di una nuova cultura. L’Ensemble Micrologus propone una ricostruzione musicale del Cantico di Frate Sole basata su una originale interpretazione delle fonti più antiche, con alcune laude databili a quegli stessi anni, tra XII e XIII secolo.
