Dal 2012 il Festival si è esteso nel corso dell’anno, fuoriuscendo dai confini estivi in cui era tradizionalmente collocato per approdare ai mesi autunnali con la felice invenzione della “Trilogia d’autunno”, un’ambiziosa formula che alterna tre opere sullo stesso palcoscenico sera dopo sera. Dopo gli amatissimi capolavori “popolari” di Giuseppe Verdi (Rigoletto, Il Trovatore, La Traviata), la dedica al compositore di Busseto si è rinnovata nel 2013 per il bicentenario della nascita con una “maratona” lirica dedicata ai suoi lavori “shakespeariani” (Macbeth, Otello, Falstaff). Nel 2014 la Trilogia ha offerto l’occasione di ammirare il Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con il succedersi serrato, giorno dopo giorno, de Il lago dei cigni, Giselle, Trittico ’900. L’omaggio a Giacomo Puccini e al suo capolavoro più amato, La Bohème, ha celebrato nel 2015 il genio di un altro dei grandi operisti italiani universalmente noti, al quale il teatro musicale del Novecento è profondamente debitore.

Nel 2016 dal 14 al 23 ottobre la “Trilogia d’Autunno” torna con un trittico “danubiano” che rende omaggio a quella grande civiltà che fu l’Impero Austroungarico al suo tramonto e che vide Vienna e le grandi città dell’impero come Budapest farsi culla di uno straordinario fermento multiculturale. Ma è un tributo anche a una forma di teatro musicale, l’“operetta”, genere talvolta sottovalutato ma a cui si devono capolavori come quelli proposti per questa Trilogia. Si tratta di tre nuove produzioni dei principali teatri ungheresi di Gräfin Mariza (La Contessa Maritza) di Emmerich Kálmán, Die Fledermaus (Il pipistrello) di Johann Strauss e Die lustige Witwe (La vedova allegra) di Franz Lehár. Saranno presentati al pubblico nella loro forma integrale, che coniuga alla perfezione teatro, musica e danza e costituisce l’illustre progenitore del musical di Broadway e del West End, grazie anche a compositori come Offenbach e Gilbert & Sullivan.

A concludere il viaggio lungo il Danubio, dopo tre giorni di esibizioni negli angoli più diversi del centro storico, sarà la Budapest Gypsy Symphony Orchestra, un’orchestra di violini, viole, violoncelli, contrabbassi, clarinetti e cimbalom nella migliore tradizione della Mitteleuropa che non esiterà ad alternare in funamboliche esecuzioni pagine celebri di compositori quali Liszt, Bartók, Kodály, Brahms, Čajkovskij e Strauss a brani di musica tradizionale ungherese e zigana.