Rivoluzioni in musica
Il capolavoro del futurismo russo

Vittoria sul sole
(1913)

Opera in 2 agimenti e 6 quadri di Aleksej Kručenych
prologo di Velimir Chlébnikov
musica di Mihail V. Matjušin
scene e costumi di Kazimir S. Malevič

ricostruzione dell’opera prodotta dallo Stas Namin Theatre di Mosca in collaborazione con The Russian Museum di San Pietroburgo (2013)
regia Andrey Rossinskiy
scenografie e video Grigory Brodsky sui disegni di Kazimir S. Malevič
interpretazione musicale e arrangiamenti Aleksandr Slizunov
light designer Andrey Dudnik
coreografie Ekaterina Goryacheva
primo pianoforte Alexandra Popova
secondo pianoforte Anastasia Makushkina
(in russo con sovratitoli in italiano)

prima italiana


Aleksej Kručenych, poeta, Mihail Matjušin, compositore, e Kazimir Malevič, pittore: è il luglio del 1913 quando in Finlandia, nell’estrema propaggine dell’impero, si incontrano tre dei massimi esponenti dell’avanguardia russa. Come era consuetudine in quei tempi fecondi, ne sortisce un “manifesto” che annuncia la creazione di una misteriosa opera dal titolo Vittoria sul Sole – a scrivere il prologo sarebbe stato Velimir Chlébnikov (maestro, tra gli altri, di Majakovskij). Ai primi di dicembre l’opera va in scena a San Pietroburgo, tra entusiasmi e indignazione: il sipario non si solleva ma è squarciato sul primo “quadrato nero” di Malevič, primi segnali di Suprematismo… Un’opera dai toni assurdi, drammatici e patetici assieme, in cui si annuncia l’annientamento dell’obsoleta logica terrena, simboleggiata dal Sole, e l’avvento di un futuro che supera i limiti della comprensione umana.