Omaggio a Claudio Monteverdi nei 450 anni dalla nascita
È questa vita un lampo
Affetti sacri e profani effetti nella Selva Morale e Spirituale di Monteverdi

Allabastrina Choir & Consort
direttore Elena Sartori


Spontaneità, rigoglio, eterogeneità, silenzio: ecco gli ingredienti per una buona Selva. Dall’ombra accogliente e immensa del primo Magnificat alle vertigini crepitanti del Dixit secondo (quasi rami spezzati dalla violenza della tempesta), dagli steli delicati del Salve Regina ai segni di tacet che sferzano il luogo e gli strumenti, celebrano per un attimo le voci e la fatica, costringendo ogni pensiero a ritornare a se stesso… Nel bosco monteverdiano non ci si perde, basta abbandonarsi al proprio inesausto bisogno di bellezza, per ritrovarsi al sicuro in pochi passi. E quando si distoglie dal testo sacro, nella Selva Monteverdi mette in musica versi di Petrarca, Grillo e anonimi: tutti cantano la brevità della vita, la scansione mortale della disillusione e lo scorrere inarrestabile del tempo.