Situata nel cuore della Romagna, sulle pendici dell’Appennino forlivese, a pochi chilometri dalla Via Emilia, Bertinoro è annoverata tra i “Borghi più belli d’Italia”. Dalla sua posizione privilegiata domina un paesaggio di straordinaria ampiezza, che si apre fino al Mare Adriatico, meritandole l’appellativo di “Balcone della Romagna”. Di chiara origine medievale, con mura, torri e antiche abitazioni, il paese di Bertinoro è noto anche come “Città del vino”. La leggenda narra che Galla Placidia, figlia dell’Imperatore Teodosio, di passaggio in questi luoghi, dopo aver assaggiato un vino servito in un’umile coppa, dicesse: “non di così rozzo calice sei degno, o vino, ma di berti in oro”, da cui il nome della città.
Dalla cima del Monte Cesure si erge la millenaria Rocca, edificio anteriore al X secolo che, per il suo indiscusso valore strategico, ospitò nel 995 un placitum, un’assemblea pubblica tra i grandi nobili romagnoli e i rappresentati dell’arcivescovo di Ravenna. Dalla metà del XV secolo la sua funzione militare venne progressivamente meno, lasciando spazio a un ruolo culturale: Domenico Novello Malatesta vi trasferì parte dell’officina libraria della futura Biblioteca di San Francesco, mentre nel 1584 il vescovo di Bertinoro vi stabilì la propria residenza, trasformando la Rocca in sede vescovile secondo i dettami del Concilio di Trento.
Oggi la Rocca conserva le tracce dell’antico castrum ed è sede del Centro Residenziale Universitario dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e del Museo Interreligioso di Bertinoro, che dal 2005 promuove il dialogo tra le tre religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam.
È però oltre le mura della Rocca che si apre il vero spettacolo. I suoi giardini, nelle sere d’estate, si trasformano in un suggestivo palcoscenico all’aperto, dove musica e cultura incontrano il paesaggio. Affacciato sul versante che guarda verso la pianura fino al mare, il “Giardino degli stemmi” è divenuto negli ultimi tempi un vero e proprio teatro sotto le stelle. Su questo scenario naturale si sono alternati artisti come Sergio Cammariere, Alex Britti, Raphael Gualazzi, Vinicio Capossela, Goran Bregovich, Daniele Silvestri, Irene Grandi, Ermal Meta e Tony Hadley.
Quest’anno Bertinoro celebra il centenario della “Festa dell’ospitalità”, evocazione di un passato in cui i visitatori, pellegrini e viandanti sostavano nel paese legando il loro cavallo alla “colonna dell’ospitalità”, nella piazza principale. Ancora oggi, questa tradizione perdura, irradiandosi nei luoghi simbolo di Bertinoro, come la Rocca, custodi di una cultura dell’incontro e dell’accoglienza.
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