Filippo Gorini pianoforte
Wolfgang Amadeus Mozart
Fantasia per pianoforte in re minore K 397
Beat Furrer
Studie IV für Klavier solo
Franz Schubert
Sonata per pianoforte in sol maggiore op. 78 “Fantasia” D 894
Molto moderato e cantabile
Filippo Gorini in residenza
da mercoledì 20 maggio a sabato 20 giugno in giornate e luoghi diversi
Lezioni e masterclass con gli allievi del Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Ravenna e dell’Accademia Internazionale “Incontri col maestro” di Imola.
Incontri e concerti in scuole e strutture sociali
Filippo Gorini i concerti
venerdì 28 maggio, ore 21.30
Russi, Teatro Comunale
Filippo Gorini – I recital
musiche di Michelle Agnes Magalhaes, Robert Schumann
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venerdì 5 giugno, ore 21.30
Museo d’Arte della città di Ravenna, Chiostro Loggetta Lombardesca
Filippo Gorini – II recital
musiche di Federico Gardella, Franz Schubert
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martedì 16 giugno, ore 21.30
Lugo, Museo Francesco Baracca
Filippo Gorini – IV recital
musiche di Franz Schubert, Stefano Gervasoni, Ludwig van Beethoven
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«La musica è innanzitutto bellezza e forza espressiva, e per me è fondamentale che raggiunga un pubblico sempre più ampio. Per questo cerco di offrire la mia presenza e la mia musica in dimensioni più articolate rispetto a un singolo concerto». Ecco, Filippo Gorini è questo: una figura di musicista e concertista del tutto nuova e diversa, rivoluzionaria forse, rispetto ai meccanismi implacabili del cosiddetto star system. A suo modo “francescana”. Pur essendo già, appena 31enne, tra i protagonisti del pianismo internazionale – tra i suoi mentori spiccano Alfred Brendel e Mitsuko Uchida – Gorini non è lanciato all’inseguimento del facile successo, ogni sera un teatro diverso, ogni giorno un aereo da prendere, ma lavora invece alla ricerca di un rapporto più profondo, e fecondo, con il pubblico e con le comunità che di volta in volta lo accolgono. Quelle che, per esempio, si susseguono in “Sonata for 7 Cities”, il progetto che ha intrapreso due anni fa, scegliendo per lunghe residenze sette metropoli del mondo – partito da Vienna, passato già da Hong Kong e Città del Capo, approderà a Milano – dove affiancare alle esibizioni più prestigiose momenti in cui confrontarsi con gli studenti, entrare nelle università, ma anche negli ospedali, nelle case di riposo o nelle carceri. Ed è questo il senso della residenza al festival, che poi è anche un ritorno alle sue radici romagnole (ramo paterno). Sempre con la necessità di andare oltre la “superficie” del fare musica, anche nella accurata scelta dei programmi: affiancando ai grandi classici le opere commissionate a compositori del nostro tempo. Per seminare il domani.
