Teodorico 1500
voce narrante Marco Montanari
testi Francesca Masi
scelte musicali a cura di Jacopo Rivani
un progetto a cura de
La Corelli

27 maggio
Ouverture. Benedetto sia ’l giorno
Monica De Rosa McKay soprano
Marco Santià pianoforte
musiche di Vincenzo Bellini, Licinio Refice, Francesco Cilea, Stefano Donaudy, Francesco P. Tosti, Robert Schumann, Francesco Balilla Pratella, Henri Duparc, Franz Liszt

3 giugno
Teodorico, il bambino e l’uomo
Morgana Rudan arpa sola
musiche di John Cage e György Ligeti

10 giugno
Teodorico e il mare
Agorà Danza
coreografie di Francescantonia Carletti
musica e live elettronics di
Gianmaria Tombari

17 giugno
Cancellare un re: la damnatio memoriae
Vanessa Sinigaglia violoncello
musiche di Sofija Gubaidulina

24 giugno
Una tomba senza re
Massimo Ghetti flauto
musiche di Jacques Ibert, Claude Debussy, Eugène Bozza

1 luglio
Roma e i Goti: due anime, un regno
Donato D’Antonio chitarra
musiche di Tan Dun, Sylvius Leopold Weiss

8 luglio
Amalasunta, la regina dei Goti
Quartetto Vocale Kairos Vox
musiche di Orlando di Lasso

15 luglio
Un popolo, due Capitali e tante lingue: latino e greco
Anna Cortini clavicembalo
musiche di Jean-Philippe Rameau

22 luglio
Oro e silenzio
Archi de laCorelli
Luca Gatti corno
musiche di Wolfgang Amadeus Mozart

29 luglio
Una memoria che permane
Ilaria De Maximy, Maria Chiara Braccalenti oboi
Javier Adrian Gonzalez fagotto
Anna Cortini clavicembalo
musiche di Jan Dismas Zelenka


Nel 2026, la città di Ravenna commemora un anniversario di portata europea: i 1500 anni dalla morte di Teodorico il Grande (526-2026). Al programma delle celebrazioni teodoriciane la Fondazione Ravennantica contribuisce con un progetto che tiene insieme archeologia, letteratura e musica, un ciclo di concerti-spettacolo esclusivi che animeranno la Domus dei Tappeti di pietra tutti i mercoledì di giugno e luglio 2026.

Un progetto che nasce da una sinergia artistica d’eccellenza sul territorio, unendo la maestria dell’Orchestra La Corelli all’indiscusso prestigio di Ravenna Festival. Mentre la narrazione drammaturgica e la forza della parola saranno affidate alla sensibilità interpretativa di Marco Montanari

Il palcoscenico di questa rassegna sarà appunto, la Domus dei Tappeti di Pietra, uno dei siti archeologici più affascinanti e visitati di Ravenna. Questa scelta non è solo logistica, ma profondamente concettuale ed estetica. Proprio come la Domus rivela la sua bellezza attraverso strati sovrapposti di pavimenti e mosaici secolari, così lo spettacolo svela la complessa e profonda storia ravennate. Il sito archeologico dialoga perfettamente con l’anima del progetto in un intreccio di linguaggi multipli che vogliono porgere un messaggio di bellezza e armonia a un pubblico vasto per interessi e caratteristiche. La stratificazione della pietra trova il suo perfetto corrispettivo nella ricchezza dei linguaggi utilizzati in scena: la musica dal vivo dell’Orchestra Corelli, la ricerca dei testi e la loro giustapposizione per timbro e tempo di Francesca Masi.

La rassegna celebra l’epopea del re ostrogoto e la sua eredità attraverso nove concerti in cui la pietra, i suoni e la parola si fondono. Ogni esecuzione si trasforma in una tappa preziosa di un viaggio narrativo e letterario, un invito a riscoprire l’affascinante figura di Teodorico. Tra il rigore dei testi storici e le più intense inflessioni poetiche, un percorso di scoperta profondo e suggestivo.

I testi proposti offrono un affascinante percorso narrativo centrato sull’incontro tra la cultura romana e l’anima barbarica. Attraverso una studiata alternanza tra preziose fonti antiche e risonanze poetiche moderne, gli appuntamenti esplorano i grandi nuclei tematici legati alla vita di Teodorico.

Le scelte musicali di Teodorico 1500, curate da Jacopo Rivani, nascono con l’idea di creare suggestioni, e ogni programma sembra aprire una prospettiva diversa su Teodorico. Il concerto dedicato al bambino e all’uomo parte da un suono quasi primordiale: l’arpa, con le scritture rarefatte di John Cage e le tensioni sospese di György Ligeti, costruisce un mondo fragile, ancora in formazione. Con “Teodorico e il mare” il discorso si apre invece a una dimensione più fisica e fluida, dove il movimento del corpo e l’elettronica creano uno spazio instabile, quasi senza confini. Il momento della damnatio memoriae è uno dei più intensi: il violoncello solo, con le musiche di Sofija Gubaidulina, lavora sul suono come materia che si consuma, si incrina, si trasforma.  Il flauto, tra Debussy e altri autori, sembra inseguire un’idea di vuoto, di assenza, quasi una tomba senza nome. La chitarra, mettendo insieme mondi lontani, rende bene quel tentativo di tenere insieme due identità diverse, mentre il quartetto vocale con musiche di Orlando di Lasso riporta a una dimensione più rituale e collettiva, come se emergesse per un attimo una voce condivisa. Il clavicembalo, sulle musiche di Rameau, introduce invece un gioco di lingue e di stili, leggero ma pieno di sfumature, dove le differenze non si annullano ma convivono.

Negli ultimi appuntamenti il suono si fa simbolo di costruzione e archetipo con pagine di rara raffinatezza, come il Quintetto per corno di Mozart e i Trii di Zelenka per 2 oboi, fagotto e basso continuo.

In ogni appuntamento la narrazione drammaturgica di Marco Montanari incrocierà una specifica combinazione strumentale affidata ai musicisti dell’Orchestra Corelli.

Il programma