Santa Sofia, Parco Fluviale Giorgio Zanniboni - Ravenna Festival

Nel piccolo borgo di Santa Sofia, lungo le dolci acque del fiume Bidente, tra il Parco delle Foreste Casentinesi e il confine con la Toscana, si trova uno dei più suggestivi musei a cielo aperto dedicati alla scultura contemporanea. Il Parco Sculture, inserito a sua volta nel contesto più ampio del Parco Fluviale “Giorgio Zanniboni”, nasce nel 1993 come progetto legato al premio Campigna da un’idea di Renato Barilli e Claudio Spadoni. Qui, arte e natura dialogano in un percorso di due chilometri, dove le sculture sembrano germogliare dalla terra e si fondono armoniosamente con il paesaggio circostante.
Il percorso, da esplorare rigorosamente a piedi, parte dal Parco Giorgi o della Resistenza, nel cuore del borgo, e prosegue lungo l’alveo del fiume Bidente fino a Capaccio. Lungo questo singolare museo, destinato a crescere con nuove installazioni, si incontrano dodici opere di altrettanti artisti contemporanei di fama internazionale, ciascuna con un preciso programma estetico. La varietà di stili e tendenze innerva il paesaggio altobidentino, che vibra, ora come mai, di una forte ispirazione artistica.
Le prime tappe dell’itinerario conducono a “Santa Sofia ‘93” di Mauro Staccioli, dove il cerchio, forma primordiale e perfetta, domina la scena. Tre gigantesche ruote in cemento e ferro si ergono con presenza quasi minacciosa, suggerendo un fragile equilibrio sul terreno. Non è il visibile a guidare lo sguardo, come mostra Hidetoshi Nagasawa, il cui cubo in calcare, contenente un poliedro rosso di Verona, emerge quasi interrato sotto un secolare ginkgo biloba, evocativo della cultura giapponese. La prima parte del percorso si chiude con “Waterbones” di Loris Cecchini.
Uscendo dal Parco Giorgi, sulla facciata dell’edificio denominato Mereria, appare lo specchio spezzato di Chiara Pergola, resoconto scultoreo di un tratto del Bidente. Il corso virtuale del fiume è sezionato in due, alludendo al terremoto del 1918 che sconvolse il borgo e la sua architettura. Attraverso una scaletta metallica si scende nell’alveo del fiume e, proseguendo verso sud, si incontrano gli interventi di Anne e Patrick Poirier, Giulio De Mitri e, dopo la suggestiva Sala Milleluci, l’originale scultura-panchina di Cuoghi Corsello. Altri importanti artisti completano il percorso: le ceramiche di Sissi, il “Nido” bronzeo di Giuseppe Maraniello, la torre in cancelli di ferro battuto di Flavio Favelli, le installazioni monumentali di Eliseo Mattiacci, Nicola Carrino e Luigi Mainolfi. Al termine del viaggio, l’imponente “Cono Tronco” di Arnaldo Pomodoro e la fontana di Capaccio con le due steli di Francesco Somaini coronano un’esperienza immersiva tra arte e natura.

Come arrivare

Parco Fluviale Giorgio Zanniboni
Santa Sofia (FC)

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