Chiostro della Biblioteca Classense - Ravenna Festival

Ecco uno fra i più grandi e maestosi monumenti dell’Ordine Camaldolese: un complesso la cui fabbrica continua per non meno di trecento anni, a partire dal 1515, quando i monaci lasciano la sede di Classe dopo le distruzioni della guerra franco-spagnola del 1512 (con la tremenda “battaglia di Ravenna”). La Biblioteca Classense, straordinariamente ricca dal punto di vista delle collezioni (ottocentomila libri, 750 volumi manoscritti, preziosissimi codici e carteggi), è anche un vero e proprio gioiello architettonico e artistico. Sopra tutti brilla l’Aula Magna, ornata di statue, stucchi e di scansie lignee finemente intagliate e decorata con affreschi e dipinti di Francesco Mancini, voluta dall’abate Pietro Canneti, fra Sei e Settecento. Poi il grande refettorio, l’antica sacrestia (Sala Muratori) e i chiostri monumentali. Il primo, forse un po’ buio, con la facciata barocca di Giuseppe Antonio Soratini e 24 colonne; il secondo, elegante e grandioso, è stato progettato dall’architetto toscano Giulio Morelli e realizzato fra il 1611 e il 1620. Ha 32 colonne di sasso d’Istria. Al centro, contornata da grandi alberi, campeggia un’elegante cisterna; è stata disegnata nei primi del Settecento da Domenico Barbiani. La biblioteca è, per antonomasia, luogo di lettura e studio, quindi di silenzio. Vi sono però eccezioni già a partire dalla fine del Seicento; un libretto stampato a Ravenna appunto nel 1677, cita l’esecuzione in quell’anno di almeno due “concerti musicali”, il primo intitolato “Gli amori di Antioco e di Stratonica”; il secondo “La virtù trionfante” di D. Andrea Rossini di Venezia. I Chiostri “debuttano” al Festival nel 2004, ospitando il melologo “Francesca da Rimini”, testo di Nevio Spadoni e musiche di Luigi Ceccarelli divenendo poi sede fissa e particolarmente apprezzata di molti appuntamenti di musica da camera e per piccoli ma preziosi ensemble.

Come arrivare

Via A. Baccarini 3 – Ravenna
Tel. +39 0544 482112

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