dalla Tomba di Dante al Giardino del Teatro Rasi, ore 20

Marco Martinelli e Ermanna Montanari / Teatro delle Albe
Purgatorio
Chiamata Pubblica per la “Divina Commedia” di Dante Alighieri
ideazione, direzione artistica e regia Marco Martinelli e Ermanna Montanari

in scena Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Alessandro Argnani, Luigi Dadina, Roberto Magnani, Laura Redaelli, Alessandro Renda, Matteo Gatta, Mirella Mastronardi, Marco Montanari, Gianni Plazzi, Massimiliano Rassu e i cittadini della Chiamata Pubblica
musiche Luigi Ceccarelli
in collaborazione con Giacomo Piermatti (contrabbasso), Vincenzo Core (chitarra ed elettronica), gli allievi della scuola di Musica Elettronica e di Percussione del Conservatorio Statale di Musica Ottorino Respighi di Latina e con la partecipazione di Simone Marzocchi
spazio scenico e costumi allievi dell’Accademia di Belle Arti di Brera Milano-Scuola di Scenografia e Costume coordinati da Edoardo Sanchi e Paola Giorgi
in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera Milano-Scuola di Scenografia
regia del suono Marco Olivieri
disegno luci Fabio Sajiz

coproduzione Ravenna Festival/Teatro Alighieri e Fondazione Matera-Basilicata 2019
in collaborazione con Teatro delle Albe/Ravenna Teatro

Purgatorio costituisce la seconda parte del progetto LA DIVINA COMMEDIA: 2017-2021 di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, commissionato da Ravenna Festival in coproduzione con Teatro Alighieri, Ravenna Teatro/Teatro delle Albe

Purgatorio è uno spettacolo itinerante e a posti limitati che partirà dalla Tomba di Dante arrivando al giardino del Teatro Rasi.
La durata sarà di circa tre ore. Consigliamo agli spettatori di indossare abiti e scarpe comode e di portare una bottiglietta d’acqua.


“Il Purgatorio è la cantica del ricominciare. Si può ricominciare? Si può ancora sorridere, dopo che l’angoscia ci ha serrato il cuore con le sue tenaglie, fin quasi ad arrestarlo? Certo che si può. È come ritornare sui banchi di scuola e apprendere una lingua nuova. Abbiamo sfogliato il catalogo degli orrori, abbiamo scrutato nel buio di quei volti malvagi che sono il nostro, ora apprendiamo l’alfabeto della compassione. Al buio fa seguito l’azzurro. Davanti a Dante, i penitenti sono al contempo allievi e maestri: mettono Dante e il lettore e sé stessi sulla via di una vita nuova. Il Purgatorio è la cantica del “noi”, dei cori che cantano la propria allegrezza, dell’ascendere insieme. “Non v’accorgete voi che noi siam vermi / nati a formar l’angelica farfalla?”
Marco Martinelli e Ermanna Montanari