Erodiade – Fame di Vento
(1993-2017)

Ispirato a “Hérodiade” di Stéphane Mallarmé
coreografia Julie Ann Anzilotti
musiche di Paul Hindemith, Walter Fähndrich, Wolfgang Rihm
scene Alighiero e Boetti
assistente alla scenografia Tiziana Draghi
costumi Loretta Mugnai
progetto luci Andrea Berselli
fonica Davide Cristiani
interpreti Paola Bedoni (Nutrice), Giulia Ciani (Angelo Custode), Sara Paternesi (Erodiade), Liber Dorizzi (Giovanni Battista), Sara Ladu (Spirito del Bene), Laura Massetti (Spirito Maligno)
scrittura vocale e voce Gabriella Bartolomei
consulenza musicale Michele Porzio

produzione Compagnia XE

in collaborazione con Amat – Associazione Marchigiana Attività Teatrali / Teatro Pubblico Pugliese – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura / Fondazione Toscana Spettacolo Onlus / Fondazione Milano – Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

in coproduzione con Fondazione Fabbrica Europa per le arti contemporanee / Ravenna Festival / Fondazione Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado” / Torinodanza festival – Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale

riallestimento nell’ambito del Progetto RIC.CI
(Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80/’90)
ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini

si ringrazia la Fondazione Alighiero e Boetti
VIE Festival, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione


La scelta di inserire Erodiade – Fame di Vento (1993) di Julie Ann Anzilotti e della sua Compagnia XE nell’ambito del Progetto RIC.CI nasce dalla forza espressiva del poema incompiuto Hérodiade di Stéphane Mallarmé. La figura di Erodiade, ovvero Salomè, è vista nella sua immensa solitudine, ma portata, dopo la decollazione del Battista, verso la catarsi. La scenografia del famoso artista visivo Alighiero Boetti è un segno distintivo di un’epoca votata alle collaborazioni tra creatori di varie discipline: porta con sé una raffinata eleganza, e dona all’insieme una speciale autorevolezza. La coreografia è sorretta dalla musicalità della parola, affidata alla voce di Gabriella Bartolomei, e al trasporto dell’incantevole partitura, soprattutto di Paul Hindemith.


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