Rivoluzioni in musica
Omaggio a El Lissitzky

Cuneo Rosso

Il pianoforte e la rivoluzione russa

Daniele Lombardi pianoforte

musiche di
Arthur-Vincent Lourié, Aleksandr Vasil’evič Mosolov,
Daniele Lombardi, Igor’ Stravinskij


Rivoluzione d’ottobre e pianoforte: un binomio che conduce a far luce su vicende solo apparentemente marginali e sulle contraddizioni che legarono Europa e Unione Sovietica. Allora, se gli scenari prospettati dal Manifesto futurista di Marinetti sembrano trapelare da Vers la flamme di Scriabin, l’accoglienza che nel 1914 i letterati e gli artisti russi riservavano proprio a Marinetti non fu delle più sollecite. Per loro non c’erano dubbi sulla paternità di quell’avanguardia: a firmare il manifesto russo era stato Arthur Vincent Lourié, nato Sergej – il nuovo nome era un omaggio a Schopenhauer e a Van Gogh. Ma conduce anche al pianismo di Alexandr Mossolov, anello di congiunzione tra Scriabin e Prokof’ev (che lo apprezzava per il suo psicologismo), che finì per sperimentare il Gulag, non sapendo comunicare la necessaria “tensione collettiva”.