Trilogia d’Autunno 2020: la Danza, la Parola e il Canto
Dal 6 al 13 novembre al Teatro Alighieri e al Palazzo Mauro De André

Si rinnova anche per la XXXI edizione di Ravenna Festival l’appuntamento con la Trilogia d’Autunno: per l’anno di celebrazioni dedicato al settimo centenario della morte di Dante anche la Trilogia rende omaggio al Poeta; dopo tutto il Festival, sin dalle primissime edizioni, ha sempre saputo trarre ispirazione dalla figura e dall’opera di Dante, approfondendone il rapporto con le arti performative. Quest’anno la Trilogia non può che essere fuori dall’ordinario, sia per la sua connotazione dantesca che per il contesto eccezionale – quello dettato dai regolamenti per l’emergenza sanitaria da Covid-19. La formula di “trittico” si realizza nei linguaggi artistici – la danza, la parola poetica e il dispiegarsi del canto – di due nuove produzioni.

In Metànoia (6, 8, 10, 12, 13 novembre al Teatro Alighieri), una prima mondiale commissionata dal Festival, l’icona mondiale del balletto Sergei Polunin si lascia condurre da Dante dall’Inferno al Paradiso, presentando la propria personale contemplazione della Commedia. Dante e Polunin, poeti ribelli e apolidi in cerca di una casa perduta, scoprono il proprio paradiso attraverso l’arte e la creatività, poiché “poca favilla gran fiamma seconda” (Paradiso I, 34), quindi una piccola scintilla può far divampare l’incendio che illumina il mondo. Metànoia è quindi anche una storia di trasfigurazione: il termine greco indica, in teologia, la conversione, quella completa trasformazione di pensieri, parole e azioni che può accadere a chi non ha mai seguito un percorso spirituale ma anche alle anime cadute; nella psicologia junghiana, metanoia è invece l’autoguarigione spontanea dell’anima, il raggiungimento di un equilibrio attraverso la crisi. Lo spettacolo è la risposta di un artista contemporaneo a un classico assoluto, un invito al viaggio nel profondo di noi stessi. In scena si alternano tre musicisti, per una creazione tripartita tra Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Dal ciel sino all’inferno (7, 11 novembre al Palazzo Mauro De André) è invece un inedito e visionario allestimento di due Faust, quello di Goethe e quello di Robert Schumann (Scene dal Faust di Goethe), proposti nell’adattamento drammaturgico e musicale curato da Luca Micheletti alla regia e Antonio Greco alla direzione. Faust è, dopo Dante (inteso sia come autore che come personaggio della Commedia), tra i più grandi esploratori dei confini del mondo e dell’umano. Protagonista di una ricca e variegata leggenda che ha origine nel tardo Medioevo tedesco, ha assunto statura universale nella penna di Johann Wolfgang Goethe e il suo viaggio fra Cielo e Inferno è divenuto ancor più dantesco: insieme al suo diabolico compagno, conosce le potenze del male e poi la redenzione per il tramite di una donna amata che lo guida alla salvezza e alla luce del Paradiso. L’incompiuto oratorio profano di Schumann, proposto in una ragionata scelta di numeri nella traduzione italiana di Vittorio Radicati (genero del compositore) in cui l’opera debuttò in Italia nel 1895, incontra alcuni quadri del poema goethiano, recitati nella traduzione italiana, sempre ottocentesca, di Andrea Maffei. Una “rapsodia” che asseconda il monito di Goethe a pensare il teatro come l’unico luogo al mondo in cui sia possibile attraversare l’universo «con prudente velocità… dal Ciel sino all’inferno».

Teatro Alighieri
venerdì 6 novembre
domenica 8 novembre
martedì 10 novembre
giovedì 12 novembre
venerdì 13 novembre
Metànoia
di e con Sergei Polunin

Palazzo Mauro De André
sabato 7 novembre
mercoledì 11 novembre
Dal ciel sino all’inferno
scene dalla tragedia di Johann Wolfgang Goethe (Faust I und II)
musica di Robert Schumann (Szenen aus Goethes Faust, selezione dall’opera)


Informazioni su biglietti e apertura delle prevendite saranno disponibili a metà settembre, compatibilmente con l’aggiornamento delle disposizioni legate all’emergenza sanitaria.
La Biglietteria del Teatro Alighieri sarà chiusa dall’1 al 31 agosto e riaprirà martedì 1 settembre.