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The Rothko Chapel Concert apre l'omaggio a Giacinto Scelsi di Ravenna Festival

The Rothko Chapel Concert apre l'omaggio a Giacinto Scelsi di Ravenna Festival
Con The Rothko Chapel Concert si apre – giovedì 19 giugno a San Vitale (ore 21.30) la rassegna di concerti dedicata che Ravenna Festival 2008 ha dedicato al grande compositore Giacinto Scelsi, tra i massimi del '900 e in anni recenti oggetto di una vero e proprio culto soprattutto all'estero, dalla Germania al Giappone. Scelsi è stato un grande musicista, poeta, artista, ma è stato soprattutto un uomo che ha saputo guardare oltre i confini del proprio tempo.
La straordinaria ricerca di Scelsi è il contesto in cui si incontrano orizzonti sonori distanti, culture e linguaggi differenti. Il suo era un suono al di fuori del tempo, ma profondamente vivo, presente e moderno.

Scelsi diceva di abitare in un luogo dove Oriente e Occidente si incontrano e che questo spiegava la sua vita e la sua musica, e questo conferisce un particolare significato al progetto a lui dedicato e che si intitola – citando Montale – "Una dolce ansietà d'Oriente". Proprio la Basilica di San Vitale, nella quale si svolgerà il concerto, è uno dei luoghi più 'orientali' (per la sua atmosfera unica e la sua storia millenaria) che si possano trovare in occidente e il programma è stato concepito per esprimere con i suoni di Scelsi e di altri straordinari compositori – Morton Feldman, Olivier Messiaen e Gyorgy Ligeti a lui vicini per empatia e poetica l'essenza spaziale del luogo.

Va ricordato che Rothko Chapel, scritta dal compositore statunitense Morton Feldman per lo spazio architettonico sacro situato a Houston nel Texas, trae ispirazione dai grandi quadri astratti di Mark Rothko e che la cappella ha una pianta ottagonale come San Vitale. Questa potrebbe sembrare una mera coincidenza sennonché la pittura di Rothko, le sue campiture di colore dai bordi sfumati (i famosi "Rothko edges") ha profondamente influenzato, a sua volta, il regista Michelangelo Antonioni nella sua concezione di Deserto Rosso, ambientato come si sa a Ravenna. E dunque si viene a creare un duplice misterioso legame tra Rothko, Feldman e Ravenna, appunto. Le musiche spaziali e meditative, impregnate di contemplativo silenzio, di Scelsi, Feldman, Messiaen e Lieti verranno eseguito da un ensemble d'eccezione, con un coro costituito da venti voci soliste dirette dal Roberto Gabbiani (già più volte ospite di Ravenna Festival) assieme ai solisti Antonio Caggiano, alle percussioni, Maurizio Barbetta alla viola e Matteo Ramon Arevalos alla celesta.

In collaborazione con la Fondazione Isabella Scelsi.

Info e prenotazioni: 0544 249244 – www.ravennafestival.org
BigliettI: ingresso non numerato euro 10

Una dolce ansietà d'Oriente
per Giacinto Scelsi (1905-1988)
 
giovedì 19 giugno, ore 21.30
Basilica di San Vitale
The Rothko Chapel Concert
musiche di M. Feldman, G. Scelsi e G. Ligeti

Ensemble vocale "Giacinto Scelsi"
diretto da Roberto Gabbiani
soprano Maria Tomassi
contralto Keiko Morikawa
Ensemble Vocale Giacinto Scelsi
soprani Arianna Miceli, Francesca Salvatorelli, Jennifer Tomassi
contralti Marcella Candilera, Silvia Scicolone, Gianluca Alonzi
tenori Ermenegildo Corsini, Pablo Cassiba, Maurizio Dalena, Renato Moro
bassi Giuseppe Dalli Cardillo, Massimo Di Stefano, Andrea D'Amelio, Antonio Mameli
viola Maurizio Barbetti
percussioni Antonio Caggiano
In collaborazione con il Palazzo delle Esposizioni di Roma

 
sabato 21 giugno, ore 19
Refettorio di San Vitale
Messiaen et autour de Messiaen
Nadia Ratsimandresy onde Martenot
Matteo Ramon Arevalos pianoforte
musiche di G. Scelsi, O. Messiaen, J. Charpentier, N'Guyen-Thien Dao e T. Murail
 
sabato 21 giugno, ore 21.30
Basilica di San Vitale
Giacinto Scelsi
Canti del Capricorno
Venti canti per voce femminile  con strumenti
Michiko Hirayama voce, gong, flauto dolce
Ulrich Krieger sassofono
Matthias Bauer contrabbasso
Jürgen Grözinger percussione
Roland Neffe percussione
Piero Schiavoni ingegnere del suono
 
giovedì 26 giugno, ore 21.30
Chiostro della Biblioteca Classense
Recital di Markus Hinterhäuser pianoforte
musiche di J. Cage e G. Scelsi

venerdì 27 giugno, dalle 18.30 a notte fonda
Artificerie Almagià
Scelsi: La Festa
Un progetto musicale di Marino Formenti
solisti
Nicholas Isherwood basso
Maurizio Ben Omar percussioni
Michel Godard tuba e serpentone
Stefano Scodanibbio contrabbasso
Marino Formenti ideazione, direzione,  pianoforte
musiche di G. Scelsi, A. Lucier, J. Cage, G.F. Haas, G. Ustvolskaja, M. Feldman

GIACINTO SCELSI
Nasce l'8 gennaio del 1905, a Pitelli, in provincia di La Spezia. Nel castello di Valva in Irpinia (la madre è la marchesa Giovanna d'Ayala Valva), Giacinto riceve i rudimenti di un'istruzione piuttosto singolare, impartita da un precettore che gli dà lezioni di latino, scacchi e scherma. Quanto alla musica, il bambino passa ore a improvvisare su di un vecchio pianoforte. Solo quando la famiglia si stabilisce a Roma Scelsi frequenta privatamente le lezioni di Giacinto Sallustio.
Negli anni '20 stringe amicizia con intellettuali quali Jean Cocteau e Virginia Woolf; nello stesso periodo viaggia all'estero. Nel 1927, in Egitto, viene forse per la prima volta a contatto con musiche di concezione extraeuropea.
La sua prima composizione, Chemin du coeur, è del 1929; di poco posteriore è Rotativa, che Pierre Monteux dirige in prima assoluta alla Salle Pleyel di Parigi il 20 dicembre 1931. Gli anni '30 vedono Scelsi dividersi tra la vita mondana, i viaggi, i problemi di salute e l'attività creativa. Nel 1937 organizza a proprie spese quattro concerti di musica contemporanea in cui fa eseguire opere di giovani compositori, tra cui molti poco conosciuti in italia quali Hindemith, Schönberg, Shostakovich, Prokof'ev…
La promulgazione delle leggi razziali spinge Scelsi a un graduale allontanamento dall'Italia. A questo periodo risalgono i suoi interessi per linguaggi e tecniche compositive quali la dodecafonia e le teorie di Skrjabin. All'entrata dell'Italia in guerra nel 1940, il compositore si trova in Svizzera, dove rimane per tutta la durata del conflitto e dove continua a comporre e a perfezionare la propria concezione musicale. Tornato a Roma dopo la fine della Guerra, Scelsi manifesta una profonda crisi psichica che non lo distoglie dalla composizione, benché il compositore attraversi un fortissimo disagio creativo dal quale lo distolgono la poesia, le arti visive e i suoi interessi per il misticismo orientale e l'esoterismo.
Col passare del tempo le filosofie orientali, lo Zen, lo Yoga e le problematiche dell'inconscio finiranno per coincidere con la sua attività artistica. Forse in conseguenza di ciò, in campo musicale Scelsi sperimenta pratiche musicali aleatorie e improvvisative (in uno stato privo di condizionamenti molto vicino al vuoto predicato dai maestri Zen): le proprie improvvisazioni, registrate su nastro, vengono poi trascritte da collaboratori sotto la guida dell'autore; alle trascrizioni, poi orchestrate, Scelsi aggiunge le proprie minuziose istruzioni per l'esecuzione, o procede a una messa a punto in stretta collaborazione con gli interpreti del momento. Di pari passo con questa tappa del proprio percorso creativo, Scelsi inizia un vero e proprio processo di occultamento della propria produzione anteriore, da lui considerata ormai di tipo accademico.
Passa gli ultimi anni della propria vita nella sua abitazione a Roma, oppure viaggia per ascoltare le esecuzioni delle proprie opere. Cessa di comunicare col mondo esterno l'8 agosto 1988 (8.8.88); si spegne la mattina del giorno dopo.
 
riduzione e rielaborazione di Luciano Martinis, Giacinto Scelsi: una biografia,
www.scelsi.it/biografia/biografia.htm