Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo
direttore
Valerij Gergiev

Claude Debussy Prélude à l’après-midi d’un faune
Modest Musorgskij Quadri di un’esposizione (orchestrazione di Maurice Ravel)
Sergej Rachmaninov Danze sinfoniche op. 45


È negli Stati Uniti da tanti anni, Rachmaninov, quando nel 1940 compone la sua ultima pagina, le Danze sinfoniche. Ma nella sua musica soffia ancora il vento della grande Russia, negli accenni folklorici come nei timbri sfavillanti. Lo stesso vento che vibra nel capolavoro di Musorgskij, con un fuoco espressivo che nessuno sa restituire meglio dell’orchestra sanpietroburghese e di Valerij Gergiev che ne è a capo da trent’anni – del resto, se c’è un luogo in cui si annida lo spirito più autentico dell’arte musicale russa, è certamente il Teatro Mariinskij. Quello spirito che la diaspora russa irradia sull’Europa intera, in primis la Francia: dove Ravel, orchestrando magistralmente lo scheletro pianistico dei Quadri, li proietta nel futuro, mentre Debussy infonde al suo Prélude il respiro di una inestinguibile giovinezza.