Il canto ritrovato della cetra

The Sixteen
direttore Harry Christophers

Super Flumina Babilonys

musiche di Arvo Pärt, William Byrd, Philippe de Monte, Thomas Tallis, John Taverner


Raccogliere l’eredità della polifonia inglese del Cinquecento e del Seicento e trarne insegnamenti per interpretare opere corali del XX secolo è la ragione di vita del gruppo corale britannico The Sixteen, diretto da Harry Christophers. E Super flumina Babylonis altro non è che il salmo, musicato da Philippe de Monte, in cui si narra del popolo ebraico che, in esilio dopo la distruzione di Gerusalemme, appende le proprie cetre ai salici rifiutandosi di cantare in terra straniera. Il tema del concerto sta appunto nel “far risuonare le cetre” di autori nati in contesti di oppressione culturale e religiosa: come William Byrd, attivo alla corte anglicana di Elisabetta I, che da cattolico dovette comporre con prudenza; e Arvo Pärt che, quattro secoli dopo, nell’Estonia dominata dal potere sovietico, si scontrò duramente con la censura.