Sleeping Concert
a cura di Giovanni Lami

con
Rabih El Beaini elettronica
Tomoko Sauvage elettronica, idrofoni
Donato Epiro sintetizzatore
Giovanni Lami elettronica, nastro magnetico


Chissà se è proprio vero che l’originaria destinazione delle Variazioni Goldberg fosse conciliare il sonno di un ricco committente… Certo il potere incantatorio, e quindi soporifero, è uno dei tanti che l’arte musicale può vantare: in epoca medievale non di rado suonatori venivano assoldati proprio per questo. Si deve però arrivare agli inizi degli anni Ottanta del secolo scorso per assistere, negli States, ai primi sleep concert sperimentati da un maestro dell’ambient come Robert Rich. Del resto, lo notava anche Schumann, l’orecchio è l’organo sempre attivo, e neppure il sonno riesce a “spegnerlo” completamente. Così, sotto l’eclettica regia di Giovanni Lami, il pubblico è chiamato a una sorta di rito: un viaggio nel silenzio notturno popolato di suoni, un sonno comune che si fa sogno comune. Fino alle luci del risveglio.