Trilogia d’autunno
Progetto Dante: il divino, l’umano e il diabolico
progetto ideato da Cristina Mazzavillani Muti

Progetto Dante
di e con Sergei Polunin


È la triplice natura dell’uomo – divina, umana e diabolica – a tracciare il percorso di questa nuova trilogia. Un richiamo più che mai evidente all’universo dantesco, inevitabile nei giorni in cui si apre il settimo centenario della morte del Sommo Poeta. Natura poliedrica e contraddittoria che sembra riassumersi nell’enigmatica quanto affascinante personalità di Polunin, tatuatissimo bad boy della danza internazionale, ribelle e “dannato” eppure sublime. Ma che si esprime anche nel mito intramontabile dello spavaldo libertino che Mozart dai piaceri della carne trascina – monito beffardo – alle fiamme dell’inferno. Così come in quello del tormentato filosofo, scienziato e negromante, che per placare il desiderio di conoscenza e giovinezza cede l’anima a Mefistofele. L’ambizione del divino e la perdizione diabolica: ovvero, l’uomo.

Opera e danza: il Mozart “italiano” del Don Giovanni, il drame lyrique in cui Gounod stempera l’ispirazione goethiana, e l’imprevedibile estro del più acclamato danzatore dei nostri giorni. Tre spettacoli del tutto nuovi ancora una volta sono allestiti e si susseguono, una sera dopo l’altra, sul palcoscenico del Teatro Alighieri nello spazio di una manciata di giorni. Perché la cifra fondante della Trilogia d’autunno sta proprio nel “cavare” dalla macchina teatrale tutte le sue potenzialità: scomponendo e ricomponendo la scena, trasformandola e rinnovandola nel segno dell’invenzione e della creatività. Sfruttando la sapiente esperienza del team artistico, la duttilità delle moderne tecnologie, e soprattutto la freschezza entusiasta di musicisti giovani, in orchestra e sul palco.