© Angelo Palmieri

Quartetto Adorno
Edoardo Zosi violino
Liù Pelliciari violino
Benedetta Bucci viola
Danilo Squitieri violoncello

Ludwig van Beethoven
Quartetto per archi in mi minore n. 2 op. 59 “Rasumowsky”

Anton Webern
Cinque pezzi per archi op. 5

Claude Debussy
Quartetto per archi in sol minore op. 10

in collaborazione con
European Chamber Music Academy – Scuola di Musica di Fiesole


È un trittico di opere emblematiche quello proposto dal Quartetto che rende omaggio al filosofo tedesco Theodor Wiesengrund Adorno, strenuo difensore del classicismo viennese e di un’idea di progresso che culmina nella Seconda Scuola di Vienna. Non è un caso se si parte da Beethoven, con uno dei quartetti dell’op. 59, composta nel 1805-1806 per l’ambasciatore russo Rasumowsky, e che risente dell’esperienza sinfonica dell’Eroica, del Fidelio e del Terzo Concerto per pianoforte. Il punto d’arrivo è il dissolvimento tonale e tematico dei Cinque pezzi in cui Webern, nel 1909, innesta il gioco timbrico e strumentale. Passando però dall’unico Quartetto, scritto tra 1892 e 1893, da Debussy che, suggestionato dal Quatuor di César Franck, mitiga l’insofferenza per la tradizione sfoderando la propria maestria nella scrittura accademica.

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