Medea

melologo in un atto di Jiří Antonín Benda
libretto di
Friedrich Wilhelm Gotter
libero adattamento e traduzione di Giuseppe Di Leva
trascrizione per trio con pianoforte di
Johannes Jess-Kropfitsch e Trio Hager

Trio Hager
violino Marco Mandolini
violoncello Elke Hager
pianoforte Enrico Pompili

elaborazione drammaturgica, regia e interpretazione Chiara Muti


È della voce di filosofi come Rousseau e Lessing che si nutre il dibattito settecentesco su musica e linguaggio: autori e pensatori che non si limitarono a esprimere posizioni teoriche ma che allargarono la riflessione all’attività di drammaturghi. E proprio le idee di Lessing su un possibile teatro musicale in lingua tedesca arrivarono ad accendere l’immaginazione creativa di Georg Benda: il compositore céco che in Medea elabora il dramma di una voce declamata in continuo dialogo con l’orchestra. Mozart la ascoltò a Mannheim nel 1778 e rimase molto colpito dall’inedito stile vocale: “questo dramma è eccellente, la musica è un recitativo, e la parola che si recita sullo sfondo musicale è di splendido effetto […]. Penso che la maggior parte dei recitativi operistici debbano essere trattati in questo modo e cantati solo occasionalmente, quando le parole possono essere espresse perfettamente dalla musica”.