© Zani-Casadio

Johann Sebastian Bach
L’arte della Fuga
Die Kunst der Fuge BWV 1080

Accademia Bizantina
Ottavio Dantone cembalo e direzione
Alessandro Tampieri, Ana Liz Ojeda violini
Diego Mecca viola
Mauro Valli violoncello
Stefano Demicheli organo


“Dato per scontato che la struttura speculativa rappresenta un concetto immanente, ovvero insito nella fuga, ciò che va messo in luce il più possibile è proprio l’abilità del compositore di rendere bello e comunicativo ciò che ha origine dall’autocontrollo costrittivo della scrittura”: è con queste premesse che Ottavio Dantone guida Accademia Bizantina in una nuova esecuzione dell’Arte della fuga. Bach non indica, si sa, alcun strumento, ma la scelta di un organico “ridotto” è dettata dall’obiettivo di mettere in risalto il movimento elegante, complesso, e allo stesso tempo emozionante, delle singole voci. In quel gioco contrappuntistico che, nell’interpretazione dell’ensemble ravennate, si arresta dove l’aveva lasciato Bach, alla vetta raggiunta con l’esposizione dei tre temi, per la prima volta uniti, nell’ultima fuga a tre soggetti.


Programma di sala