Rivoluzioni in musica
Follie Corelliane II

violino Stefano Montanari

Valeria Montanari clavicembalo
Francesco Galligioni violoncello
Fabiano Merlante liuto
Gianni Valgimigli violone

Arcangelo Corelli
Sonate per violino op. V
n. 1 in re maggiore
n. 2 in si bemolle maggiore
n. 3 in do maggiore
n. 4 in fa maggiore
n. 5 in sol minore
n. 6 in la maggiore
n. 12 in re minore “Follia”


Non è facile cogliere il gesto rivoluzionario di un compositore a secoli di distanza, soprattutto se la sua opera è divenuta modello classico per generazioni di interpreti. Capita così che neppure i massimi esperti ci riescano, come Marc Pincherle, il celebre biografo di Corelli, secondo il quale l’originalità del compositore nato a Fusignano sta nell’essere “privo di originalità”. Prima di lui, però, un giudizio del tutto rovesciato era arrivato da Luigi Torchi, pioniere della musicologia italiana, che aveva saputo individuare oltre a “interessanti novità” formali, il progresso tecnico che “doveva immensamente arricchire la sonorità e l’effetto del violino, se si tien conto ancora dell’uso che Corelli fece per un dei primi, di note doppie, di bicordi, tricordi ed arpeggi, i quali fornivano alla melodia come un’orchestrazione derivante dallo stesso istrumento”.