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domenica 5 giugno, ore 21.00
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di e con Laura Pariani
con Coro “Libere Note” dei bambini della Scuola Elementare “Filippo Mordani” di Ravenna diretto da Elisabetta Agostini e Catia Gori
Le Malecorde Giovanni Battaglino voce, chitarra, basso Matteo Bagnasco voce, chitarra Ramon Moro tromba Paolo Mottura basso, chitarra Lucia Battaglino voce, flauto, percussioni Valeria Benigni voce Eugenio Martina batteria
Commissione di Ravenna Festival In collaborazione con Punto Einaudi Ravenna
Gianni Rodari in un’intervista si rammaricò di non aver mai messo nelle sue favole il Büs d’l’Orchéra, mitica grotta a imbuto che sprofonda nel lago d’Orta. Da qui mi è nata l’idea del Büs d’l’Orchéra Tour, cercando di coniugare il mio amore per Dante (vedi Milano è una selva oscura, Einaudi 2010) col mio profondo legame col lago d’Orta, dove vivo. Un Dante avido di conoscere i difetti della modernità e un “Virgilio-Rodari” scendono dunque nell’oltremondo del büs d’l’Orchéra dove i cattivi comportamenti – prepotenza, egoismo, abitudine allo spreco, stravolgimento della verità, pregiudizio verso i diversi, conformismo, disprezzo dell’ambiente, indifferenza alla cultura – subiscono un didattico contrappasso. Li accompagno nel viaggio, insieme alla musica del Coro “Libere Note” e delle Malecorde. (Laura Pariani) http://www.malecorde.it/
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Teatro & Danza
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Teatro Rasi
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Domenica 5 giugno, ore 19.00
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Nafsi Africa Acrobats Banda Musicale della Scuola Media Don Minzoni Orchestra di Percussioni della Scuola Media Ricci-Muratori Drammatico vegetale
Il primo appuntamento di Ravenna Festival in quest’anno dedicato all’Africa e alla fiaba, ha il carattere di un incontro festoso fra giovani ravennati e africani nel cuore della città con uno spazio favoloso per i bambini. Formazioni musicali di alcune scuole cittadine si alterneranno a un gruppo acrobatico di Nairobi. Il dialogo e l’intesa sono immediati quando giovani appartenenti a diverse culture si esprimono attraverso il linguaggio del corpo e dell’arte.
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Alle 7 della sera
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Piazza del Popolo
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Lunedì 6 giugno, ore 19.00
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Nafsi Africa (in swahili Anima dell’Africa) è un gruppo di giovani acrobati provenenti da Kibera, una delle più grandi e degradate baraccopoli africane. La loro attività inizia al Kivuli Center fondato da Padre Kizito alle porte di Nairobi. Lì è iniziato il loro percorso di riscatto da ragazzi di strada ad acrobati professionisti.
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Alle 7 della sera
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Ospedale Santa Maria delle Croci
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Lunedì 6 giugno, ore 18.30
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nel paesaggio sonoro della Basilica di San Francesco Installazione sonora commissionata da Ravenna Festival dal 6 giugno all'8 luglio 2011
Aspettare il vento che accarezza e muove ogni cosa: le chiome degli alberi e i pensieri, la superficie dell’acqua e le emozioni, le nubi e i sentimenti più riposti. Ascoltare il “suono del vento” dalle accordature di un’arpa eolia, per cercare una dimensione più limpida, tersa e trasparente, per spazzare via d’un colpo, dai cieli che sovrastano le nostre città, le troppe antenne, i troppi pali che oscurano l’orizzonte e al tempo stesso i cuori. Spingere lo sguardo più lontano per cercare una nota, una rispondenza, un soffio che dischiuda all’improvviso l’orizzonte lasciando brillare ogni cosa della sua luce naturale. L’udibile sensibile del paesaggio; “La natura stessa è un’arpa eolia, è uno strumento musicale i cui suoni sono a loro volta tasti di corde superiori dentro di noi”(Novalis).
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Eventi speciali
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Piazza San Francesco
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Lunedì 6 giugno, ore 17.00
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VISIONE MUSICALE Presentazione del Metodo musicale Luciano Titi e del Tititom Presentazione 6 giugno 2011 Ravenna, Sala Arcangelo Corelli del Teatro Alighieri, ore 17-19. Madrina della presentazione: Cristina Mazzavillani Muti Saranno presenti On. Prof. Luigi Berlinguer Presidente Comitato nazionale per l’apprendimento pratico della musica M.o Antonello Farulli Scuola musicale di Fiesole Giorgia Maddamma Coreografa, docente alla Folkwang Hochschule e pedagogista della danza Prof.ssa Piera Pedezzi Dirigente scolastica Dott.ssa Benedetta Toni Responsabile scientifica ANSAS ex INDIRE (progetto nazionale Musica 2020) M.o Giorgio Fabbri Musicista e didatta Dott.ssa Luisa Garofani Psichiatra, psicoterapeuta e direttrice del Ser.T di Ferrara Dott.ssa Fawzia Selama Logopedista e cantante
L’autore, insieme ad altri relatori, illustra gli aspetti teorico pratici del Metodo e del Tititom, lo strumento didattico che ne applica i contenuti. È un sistema di apprendimento innovativo che permette di accedere rapidamente alla conoscenza ed alla pratica del ritmo, delle durate, della notazione della musica d’insieme. Ideale per la scolarizzazione di base (classi di alunni dai 4 ai 14 anni), per i docenti di musica e di danza. Molto utile anche per i musicisti e gli amatori di tutte le età. Il sistema è stato inoltre sperimentato con successo con bambini portatori di disturbi sensoriali e dell’apprendimento quali sordità, dislessia e difficoltà psicomotorie. Il Metodo consente una didattica fortemente interdisciplinare. Esperti di varia formazione ne esporranno casi di studio ed applicazioni.
6 giugno, ore 17 Presentazione Sala Corelli, Teatro Alighieri
7-10 e 13-15 giugno Laboratorio musicale Scuola primaria statale “Filippo Mordani” Info e prenotazione laboratori www.tititom.com
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Eventi speciali
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Ridotto del Teatro Alighieri
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martedì 7 giugno, ore 21
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Lucas Navarro oboe Isabelle Faust violino
Wolfgang Amadeus Mozart Sinfonia n. 35 in re maggiore K 385 “Haffner” Concerto per oboe in do maggiore K 314 Concerto per violino e orchestra in la maggiore K 219 Ludwig van Beethoven Sinfonia n. 6 in fa maggiore op. 68 “Pastorale”
“Quello che Beethoven pensa della Pastorale non lo sapremo mai, perché in questa sinfonia egli, diversamente dal solito, non pensa ma si contenta di guardare”, scrive Alberto Savinio. Come il pubblico, aggiungiamo, che di fronte all’unicità di questa pagina continua a “guardare” riuscendo, talvolta, a scorgere l’essenza della musica. E non stupisce che Claudio Abbado l’abbia scelta per segnare il suo ritorno a Ravenna Festival. Il grande maestro, che da oltre trent’anni non smette di dare voce ai musicisti del futuro, è qui con la “sua” Orchestra Mozart. Che al capolavoro beethoveniano affianca la geniale esuberanza del giovane Mozart: la prima delle sue grandi sinfonie, poi le “turcherie” del suo concerto violinistico più famoso e l’impeto spontaneo di quello per oboe, affidati ad interpreti di indiscutibile talento. http://www.orchestramozart.com
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Concerti
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Palazzo Mauro de André
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2011
mer 8, gio 9, ven 10, sab 11, dom 12 giugno, ore 21
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musica Sergej Prokof’ev ideazione, regia e coreografia Matthew Bourne scene e costumi Lez Brotherson luci Neil Austin suono Paul Groothuis
Prima italiana In esclusiva per Ravenna Festival
Dopo gli indimenticabili successi di Swan Lake e Dorian Gray il coreografo e regista britannico Matthew Bourne ritorna con uno spettacolo estremamente suggestivo che, conciliando la tradizione del musical e della danza moderna, racconta ancora una volta una storia toccante e unica che è anche un appassionato tributo alla città di Londra, devastata dai bombardamenti durante la Seconda Guerra Mondiale (il cosiddetto “London Blitz”). Una scenografia sontuosa che da fiabesca si fa cupa e tragica, luci e cambiamenti di scena che tolgono il respiro, le musiche travolgenti del grande Sergej Prokof’ev, le citazioni dai grandi film inglesi e di Hollywood degli anni ’40, tutto congiura per rendere questa geniale trasposizione storica della più popolare fiaba di tutti i tempi una delle più emozionanti invenzioni coreografiche dei nostri giorni.
www.new-adventures.net/productions/cinderella
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Teatro & Danza
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Teatro Alighieri
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giovedì 9 giugno, ore 21,30
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Qualcosa di più di un concerto: un vero e proprio viaggio di esplorazione in mondi musicali sconosciuti, al seguito di tre indomite “guide” di eccezione. Il percussionista Trilok Gurtu, già collaboratore, tra gli altri, di Joe Zawinul, Jan Garbarek, Don Cherry, Bill Evans, Pharoah Sanders, Dave Holland, fondendo la tecnica occidentale con quella indiana, ha sviluppato uno stile ed un suono inconfondibili, mentre il mix vincente di jazz, musica cubana e world music con forti radici africane fa di Omar Sosa un nuovo straordinario protagonista del pianoforte contemporaneo. Paolo Fresu, poi, tra gli esponenti di punta del jazz italiano, si è esibito in tutto il mondo con i nomi più importanti della musica afro-americana degli ultimi trent’anni. Il suono unico della sua tromba è riconosciuto come uno dei più caratteristici nell’odierna scena jazz. http://www.paolofresu.it/ http://www.omarsosa.com/ http://www.trilokgurtu.net/
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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giovedì 9 e venerdì 10 giugno, ore 18,00 e 21,00
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ideazione, coreografia, regia, scene e costumi Monica Casadei ombre Teatro Gioco Vita a cura di Fabrizio Montecchi musiche originali Luca Vianini con Vittorio Colella, Melissa Cosseta, Gloria Dorliguzzo, Nicola Marrapodi, Sara Muccioli, Emanuele Serrecchia
Prima assoluta
coproduzione Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei e Ravenna Festival
in collaborazione con Swargaloka Art Department, Sena Wangi-Indonesian National Wayang Secretariat, Istituto Italiano di Cultura di Jakarta, Teatro Gioco Vita di Piacenza, CID-Centro Internazionale Danza di Parma
CorpOmbra nasce dall’ultima residenza artistica della Compagnia Artemis Danza in Indonesia, tappa 2010 del progetto Artemis Incontra Culture Altre. Un’Indonesia vissuta attraverso i codici gestuali dell’antico Wayang Orang (il teatro danza giavanese), rielaborati da Monica Casadei, coreografa e regista, per giungere ad una creazione per sei corpi, sei sagome e... ombre (con la sapiente complicità di Fabrizio Montecchi del Teatro Gioco Vita). Sagome del Ramayana indonesiano (uno dei più grandi poemi epici della mitologia induista) si intrecciano con corpi-ombra, ombre di corpi che dialogano con i corpi di danzatori che, a loro volta, incarnano personaggi della tradizione per poi immergersi nella realtà svelata dal gesto contemporaneo, arricchito sempre dall’eco di un paese pieno di fascino e di immagini seducenti. http://www.artemisdanza.com
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Teatro & Danza
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Artificerie Almagià
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Venerdì 10 giugno, ore 19.00
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Massimo Zaccaria Giuseppe Bellosi Anna De Lutiis
Nella suggestiva cornice del Vecchio tiro a segno, sotto la grande aquila scura che ha visto allenarsi campioni olimpici, una conferenza spettacolo sarà dedicata al celebre viaggiatore ravennate che nell’800 dedicò la sua vita all’esplorazione dell’Africa combattendo i mercanti di schiavi. Così aprì la strada agli studi antropologici in Italia su cui si innestarono le aspirazioni coloniali del successivo periodo fascista.
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Alle 7 della sera
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Vecchio tiro a segno, Darsena di Città
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sabato 11 giugno, ore 21,30
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Entity ideazione e direzione Wayne McGregor
coreografia Wayne McGregor, in collaborazione con i danzatori
musiche originali Joby Talbot, Jon Hopkins scene e costumi Patrick Burnier luci Lucy Carter digital video design e fotografia Ravi Deepres interpreti Catarina Carvalho, Davide Di Pretoro, Michael-John Harper, Agnés López Rio, Louis McMiller, Paolo Mangiola, Daniela Neugebauer, Anna Nowak, Alexander Whitley, Jessica Wright
Entity nasce dall’influenza della neuroscienza su Wayne McGregor, tra i più geniali ed interessanti coreografi inglesi dei nostri giorni, così come dall’interesse per la relazione tra corpo e mente e per come questa può tradursi in movimento. La coreografia è il futuribile tripudio di un mix irripetibile tra scienza, cibernetica e modern dance, dove un avvolgente set di led luminosi funge da ipnotico sfondo ai movimenti di matematica precisione dei danzatori, immersi nella suggestiva e incalzante ambientazione sonora di Jon Hopkins e Joby Talbot. Wayne McGregor, oltre che fondatore della compagnia Random Dance è attualmente il più giovane coreografo che sia mai stato scritturato dal leggendario Royal Ballet e le sue creazioni sono approdate anche in ambito cinematografico, come ad esempio nel film Harry Potter 4. http://www.randomdance.org/
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Teatro & Danza
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Palazzo Mauro de André
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Sabato 11 giugno, ore 19.00
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Testo di Juan Ramon Jimenez Musiche di Mario Castelnuovo-Tedesco Chitarra Donato D’Antonio Voce narrante Paola Baldini
Platero y yo è una raccolta di poemetti in prosa scritti nel 1914 da Juan Ramón Jiménez, poeta premiato con il Nobel per la letteratura nel 1956, in cui si descrivono le vicende vissute da un poeta misantropo a fianco del proprio asinello Platero. Mario Castelnuovo-Tedesco scelse 28 dei 138 quadri del poema di Jiménez creando una delle opere più originali della letteratura chitarristica.
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Alle 7 della sera
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Corte Mosaico
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domenica 12 giugno, ore 21,00
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voce narrante Michele Mari
Rita Marcotulli pianoforte Raiz voce Andy Sheppard sassofoni Matthew Garrison basso elettrico e live electronics Michele Rabbia percussioni e electronics sound devices Mark Mondesir batteria
in collaborazione con Punto Einaudi Ravenna
Un laboratorio narrativo che si spinge fino al cuore della musica dei Pink Floyd, una miniera di documenti e citazioni, un dialogo immaginario che è anche il racconto di un mito. Questo è il romanzo di Michele Mari, Rosso Floyd, che approda sul palcoscenico in una performance virtuosistica e in un viaggio da favola dark grazie a Rita Marcotulli e al suo gruppo, a partire dalla straordinaria voce di Raiz, già front man degli Almamegretta. Lo scrittore trasporterà il lettore nel vortice del rock più psichedelico e visionario mai conosciuto, riunendo una singolare teoria di personaggi che hanno avuto la ventura di incrociare Syd Barrett o che, anche solo tangenzialmente, hanno avuto a che fare con i Pink Floyd. Personaggi realmente esistiti e personaggi immaginari, protagonisti delle canzoni o figure apparse nei tanti documentari che hanno raccontato il gruppo.
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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domenica 12 giugno, ore 21,00
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nella musica tra il XV e XVI secolo Cantica Symphonia
Laura Fabris soprano Giuseppe Maletto tenore e direzione Fabio Furnari tenore Marco Scavazza baritono
musiche di John Dunstable, Josquin Desprez, Heinrich Isaac, Antoine Brumel, Jacobus Clemens non Papa e altri autori del xv e xvi secolo
Capolavoro della poesia ebraica, il Cantico dei Cantici è un dialogo in versi tra due sposi, ricco di immagini tenere e sensuali, pur conservando un carattere intimamente spirituale. La lettura simbolico-allegorica più ricorrente riconosce nei due amanti Cristo e la Chiesa, ma spesso la sposa viene identificata con Maria. A quest’ultima interpretazione è legata molta della produzione musicale su versi tratti dal Cantico, che fiorisce soprattutto a partire dal xv secolo. Nel manoscritto Q15 della Biblioteca musicale di Bologna e in altre fonti coeve si trovano numerosi mottetti di autori franco-fiamminghi e inglesi; tra Quattrocento e Cinquecento si sviluppa una vera e propria tradizione musicale che, proprio nelle pagine di Isaac, Mouton, Brumel e Clemens non Papa, raggiunge vertici di altissima espressività.
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Concerti
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Basilica di San Vitale
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Domenica 12 giugno, ore 10.30
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Le Voci Bianche del Coro Farnesiano di Piacenza direttore Mario Pigazzini
C’è un apparente irrisolvibile conflitto fra il tema della favola e le liturgie curate da Ravenna Festival. Come conciliare il mondo della fantasia e dell’invenzione con quello delle verità di fede proclamate nella liturgia che favole certo non sono? “Lasciate che i bambini vengano a me” ammoniva Gesù, e alle folle Egli amava rivolgersi in parabole, segno che la verità che ha introdotto nel mondo non è una dottrina da brandire, ma piuttosto un mistero cui affacciarsi con lo sguardo dei semplici. E proprio questa semplicità segnerà il percorso delle quattro liturgie, riecheggerà nelle voci dei bambini del Coro Farnesiano di Piacenza, nelle sonorità alpine evocate dal Coro Santa Lucia di Magras, nei canti della tradizione popolare riproposti dal Coro Santa Veronica, nei ritmi e nelle melodie africane che i ragazzi di Padre Kizito ci porteranno da Nairobi.
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Liturgie domenicali
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Basilica di San Vitale
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Domenica 12 giugno ore 19.00
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Concerto nel 50° anniversario della fondazione Direttore Matteo Unich
La Società dei Canterini Romagnoli festeggia quest’anno il 50° anniversario della sua fondazione: oggi come allora, ha lo scopo di raccogliere, mantenere e tramandare il folklore romagnolo. Il gruppo corale, composto da 6 sezioni miste per un totale di 41 canterini, ha eseguito concerti in Italia e all'estero, realizzato incisioni discografiche partecipando a spettacoli radiofonici e televisivi anche a carattere nazionale
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Alle 7 della sera
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Museo Ravennate di Scienze Naturali Palazzone di S. Alberto
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13 giugno (dal 14 al 19 giugno - CISIM Lido Adriano) ore 21
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di Marco Martinelli e Saidou Moussa Ba
regia di Mandiaye N’Diaye con Abdou Lakhat Fall, Moussa Gning, Mor N’Diaye Produzione Takku Ligey Théâtre, Teatro delle Albe-Ravenna Teatro
Prima nazionale
Un tappeto, tre attori e alcuni tamburi: i teatri europei si possono trasformare in un cortile africano, così come un cortile africano può diventare un teatro italiano. Uomini di diversa provenienza dialogano attraverso i linguaggi più semplici e immediati, quelli delle favole dell’antica tradizione messe in scena sul palco. Questo è il motivo per cui il regista Mandiaye N’Diaye ha deciso di riallestire lo storico e fortunato spettacolo del Teatro delle Albe Nessuno può coprire l’ombra, facendolo interpretare dai giovani attori del Takku Ligey Théâtre dopo circa vent’anni dal primo debutto sulle platee internazionali. In questo intarsio di racconti della tradizione senegalese, attraverso narrazione, danze e percussioni, ci vengono mostrate le vicende di Lek-la-Lepre e Buki-la-Iena, antichi archetipi della tradizione fiabesca wolof. http://www.teatrodellealbe.com/index2.htm
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Teatro & Danza
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Teatro Rasi
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lunedì 13 giugno, ore 21,30
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Madrigali sul poema cavalleresco di Ludovico Ariosto La Compagnia del Madrigale
Rossana Bertini soprano Francesca Cassinari soprano Elena Carzaniga contralto Giuseppe Maletto tenore Raffaele Giordani tenore Marco Scavazza baritono Daniele Carnovich basso
“Il segreto dell’ottava ariostesca sta nel seguire il vario ritmo del linguaggio parlato, nell’abbondanza di quelli che furono definiti gli accessori inessenziali del linguaggio, così come nella sveltezza della battuta ironica; ma il registro colloquiale è solo uno dei tanti suoi, che vanno dal lirico al tragico allo gnomico e che possonocoesisterenellastessastrofa”.È con queste parole che Calvino descrive le ottave dell’Orlando Furioso, non c’è dunque da meravigliarsi se il poema di Ariosto ebbe tanta fortuna presso i madrigalisti: tutti i maggiori compositori italiani e fiamminghi dell’epoca ne saccheggiarono i versi per rivestirli di complesse architetture polifoniche. La selezione di queste musiche ci offre l’occasione per riascoltare il grande poema arricchito dell’emotività che vi infonde la polifonia cinquecentesca.
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Concerti
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Chiostro Biblioteca Classense
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Lunedì 13 giugno ore 19.00
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Storia e fiabe illustrate della Contessina Gugù Voce narrante Francesca Mazza “Raro Piano Duo” Walter Orsingher e Caterina Arzani
Il ricordo pubblico della contessa Augusta Rasponi del Sale, in arte Gugù, si è andato sbiadendo in città. Per molti è solo il nome di una strada. L’ultima discendente di una delle più nobili famiglie ravennati che ha dedicato tutta la sua esistenza all’infanzia destinando il suo cospicuo patrimonio ai bambini bisognosi, è stata di fatto una delle più celebri illustratrici per ragazzi.
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Alle 7 della sera
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Ridotto del Teatro Alighieri
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martedì 14 giugno, ore 21.00
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Quando all’inizio del secolo scorso il jazz fece la sua apparizione, non aveva nome; lo stesso accadde alla polifonia ai suoi esordi, quasi mille anni prima. Questi due fondamentali momenti storici assolutamente anonimi costituirono i punti di avvio per due delle più importanti idee alla base della musica occidentale: l’improvvisazione e la composizione. Così, possono accadere cose notevoli allorché uno dei più grandi improvvisatori jazz dei nostri giorni, il sassofonista norvegese Jan Garbarek incontra un quartetto vocale inglese tra i più eccelsi interpreti ed esploratori del repertorio vocale polifonico tra Medioevo e Rinascimento. Dall’uscita di Officium nel 1993, Garbarek e Hilliard Ensemble hanno fatto risuonare gli spazi acustici delle antiche cattedrali di mezza Europa con architetture sonore irripetibili. http://www.hilliardensemble.demon.co.uk/
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Concerti
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Sant'Apollinare in Classe
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Martedì 14 giugno ore 19.00
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La tradizione persiana e mediterranea del teatro di strada Conferenza spettacolo introduttiva a Fiabe e musiche d'Oriente condotta da: Fahime Mirzahosseini e Stefano Giunchi con la partecipazione degli artisti delle due compagnie e del suonatore di Dotar Mohammadzadeh M. Mohamm Hossein
La compagnia di burattinai cervese Arrivano dal Mare! e quella iraniana Apple Tree, composta dalle sorelle Mirzahoseini, introducono il loro spettacolo che va in scena il giorno dopo “Fiabe e Musiche d’Oriente – La notte che il fulesta di Romagna incontrò Mobarak e Pulcinella in Persia”, storie provenienti da mondi lontani, dal sapore antico ed esotico, accompagnate da strumenti tradizionali.
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Alle 7 della sera
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Chiostro Biblioteca Classense
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mercoledì 15 e giovedì 16 giugno, ore 21.00
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SLEEPLESS coreografia Jirí Kylián musica Dirk Haubrich
GODS AND DOGS coreografia Jirí Kylián musica Ludwig Van Beethoven
MINUS 16 coreografia Ohad Naharin musica autori vari
In esclusiva per l’Italia
Fondato nel 1978, il Nederlands Dans Theater ii è una compagnia di sedici giovanissimi e travolgenti danzatori provenienti da tutto il mondo, che ha raggiunto, in oltre trent’anni di attività, fama internazionale. Creati da Jiˇrí Kylián, tra i massimi coreografi del nostro tempo (il cui nome è indissolubilmente legato alla compagnia), Sleepless e Gods and Dogs sviluppano l’uno una riflessione intensa sul rapporto tra movimento e moti dell’anima, l’altro un’indagine sul confine sottile tra normalità e pazzia. Minus 16 invece, sensuale e scanzonato, è una sorta di compilation, al ritmo di cha cha cha, mambo e musica leggera israeliana creata da Ohad Naharin, coreografo e danzatore originario di Kibbutz Mizra (Israele) e direttore artistico di Batsheva Dance Company. http://www.ndt.nl/
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Teatro & Danza
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Teatro Alighieri
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mercoledì 15 giugno, ore 21.30
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La notte che il fulesta di Romagna incontrò Mobarak e Pulcinella in Persia Compagnia Arrivano dal Mare! Ehi tu!
Compagnia Apple Tree (Iran) Palhavan Kaciàl e il suo servo Mobarak
raccontatori Sergio Diotti, Aram Ghasemy, Fahime Mirzahoseini
burattinai Luca Ronga, Sima Mirzahoseini burattini di Brina Babini
Stefano Zuffi violino Pepe Medri organetto diatonico, percussioni Saide e Samanè Mirzahoseini komanché, tombak Domun Kesavaz, tombak Hossein Mohammadzadeh, do-tar
regia Stefano Giunchi
In collaborazione con Teatro Petrella di Longiano, Istituto di Cultura Iraniano (Roma), Center of Dramatic Arts di Tehran
Molti ricercatori e studiosi collocano al centro del continente asiatico il fulcro, la culla del patrimonio della fiabistica mondiale. In ogni caso da quella parte del mondo ci vengono alcuni dei patrimoni e dei testi più antichi, e quelle terre sono ancora oggi fortunatamente ricche di straordinarie tecniche narrative e dei loro interpreti. Questa serata allora è un’occasione preziosa per avvicinarsi a questo mondo da Mille e una notte, accompagnati da un vero fulesta romagnolo. La compagnia cervese Arrivano Dal Mare! e quella iraniana Apple Tree, composta dalle quattro sorelle Mirzahoseini, si avvicenderanno nella narrazione – accompagnate da strumenti tradizionali a corda, percussioni e dall’organetto diatonico – di storie provenienti da mondi lontani, dal sapore antico ed esotico, legate tuttavia da elementi comuni. http://www.arrivanodalmare.it/
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Teatro & Danza
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Chiostro Biblioteca Classense
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Mercoledì 15 giugno ore 19.00
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Il Quartetto Atem nasce nel 2005 ed è considerato uno dei più interessanti quartetti di sassofoni anche per la particolarità dei progetti in cui affianca sperimentazione, repertorio classico e prime esecuzioni. Gli Atem si sono esibiti presso le più importanti stagioni concertistiche italiane ed internazionali e collaborano con artisti del calibro di Javier Girotto con il quale hanno recentemente inciso il CD Suix.
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Piccolo Anfiteatro della Banca Popolare di Ravenna
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giovedì 16 giugno, ore 21.00
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Spettacolo multimediale ispirato all’opera di Luca Pacioli Allegorie numeriche in musica tra Rinascimento e Contemporaneità
Progetto e regia Simone Sorini/David Monacchi Elaborazione video Pierluigi Alessandrini Coordinamento scenico e luci Andrea Maria Mazza
Damien Fournier danza contemporanea Clio Gaudenzi danza contemporanea Andrea Angeloni e Luigi Germini tromboni Matteo Bellotto basso Angelo Bonazzoli controtenore Enea Sorini baritono e salterio Simone Sorini direzione ensemble, tenore, liuto David Monacchi regia del suono, spettrogrammi real-time, flauto
Lo spettacolo reinterpreta attraverso la multimedialità le regole di proporzione e armonia fissate nel De divina proportione di Luca Pacioli, uno dei testi pilastro della speculazione filosofica e cosmologica rinascimentale. Con esso, alcune musiche inedite del primo '400, la trasposizione musicale elettroacustica dei cinque corpi regolari, improvvisazioni sugli elementi con strumenti antichi, una realizzazione video olografica in mimesi con la danza, uno spazio tridimensionale di riproduzione del suono: questi i componenti che hanno costituito la messa in scena dei concetti rinascimentali, con un inedito contributo dell'innovazione software applicata alla composizione elettroacustica. L’opera è dunque intesa come ideale punto d’incontro tra la civiltà quattrocentesca e la contemporaneità. http://www.bellagerit.it/
http://www.de-divina-proportione.it
http://www.hevelius.it/webzine/leggi.php?codice=245
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Eventi speciali
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Teatro Rasi
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Giovedì 16 giugno ore 19.00
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Rituali del buio e della luce per pianoforte e proiezioni video Composizioni di Matteo Ramon Arevalos eseguite dall’autore Videoproiezioni di Chiara Zenzani
Il ravennate Matteo Ramon Arevalos si avvicina alla musica a sei anni appassionandosi ben presto al pianoforte e alla composizione. Insieme all’artista visiva Chiara Zenzani, ha creato uno spettacolo che coinvolge musica, testo, pittura e scultura ispirandosi al tema della favola e alla figura di Tulugaak, il creatore della luce nella mitologia del popolo eschimese Inuit.
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Ridotto del Teatro Alighieri
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venerdì 17 giugno, ore 18.00
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Sulle tracce di Anita e Giuseppe Garibaldi
Un percorso tra suoni, storia e natura guidato da Luisa Cottifogli Genius vocis Luigi Berardi Genius loci Sauro Mattarelli Historicus
Anita Luisa Cottifogli voce, sequencer Gabriele Bombardini chitarre, voce Anselmo Pelliccioni violoncello In collaborazione con Fondazione Museo del Risorgimento Parco del Delta del Po Pro Loco di Sant’Alberto
Antichi confini sommersi, contesi dalle sabbie e dalle acque dove, internauti camminanti, si ritroveranno su sentieri tornanti con guide di storie, natura, e risonanze. Sentieri di passi, di una “Trafila garibaldina” dove il paesaggio fu teatro tragico di morte e di vita. Sentieri invisibili di acque antiche sull’isola Perea, dal “locus loci” di terre emerse al mito di Fetonte. Di passo al fiume, traghetto solitario nell’attesa di romiti, alla cerca di un pesce di legno, quello che se n’era ito giù per lo Po... di una antica novella. Armonie del vento e di confini aerei di acque oscure, dove voli “striati” di fenicotteri su argini filari formano partiture sonore per uomini cantori. Passo dopo passo, nutrimento della mente e del corpo, tutti erranti alla corte della memoria dei luoghi. http://www.trailromagna.eu/
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Eventi speciali
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Fattoria Guiccioli (Mandriole)
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Venerdì 17 giugno ore 19.00
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Un frutto assai particolare, gustoso da ascoltare, sarà presentato al Centro Commerciale ESP. Mapo Salato è infatti il titolo dell'ultimo CD dei Minor Swing Quintet dall'intenso sapore manouche che i 5 musicisti bolognesi proporranno in anteprima nei padiglioni del centro commerciale eseguendo le loro musiche dal vivo.
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Alle 7 della sera
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Centro Esp
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sabato 18 giugno, ore 21.00
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David Fray pianoforte
Modest Petrovic Musorgskij Una notte sul Monte Calvo Wolfgang Amadeus Mozart Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re minore K. 466 Béla Bartók Concerto per orchestra
Furtwängler, Toscanini, Karajan, Klemperer, Muti, Sinopoli: è sotto la guida dei più grandi che è cresciuta la straordinaria fama della Philharmonia Orchestra, ora affidata alla bacchetta del finlandese Salonen e alla forza espressiva del suo gesto che si coniuga alla lucidità analitica tipica del direttore che è anche compositore. Uno slancio appassionato che, in questo esordio a Ravenna Festival, si rispecchia nell’immediatezza di Musorgskij – la sua è l’arte di un “curioso selvaggio che scopra la musica ad ogni passo tracciato dalla sua emozione” come scrisse Debussy – nella sua più celebre pagina sinfonica. Così come nella spasmodica ricerca di mondi inesplorati che emerge nel Bartók americano del Concerto per orchestra, e nella tagliente drammaticità del concerto mozartiano. http://www.philharmonia.co.uk/
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Concerti
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Palazzo Mauro de André
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Sabato 18 giugno ore 19.00
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E’ il Cappuccetto Rosso nella sua versione più conosciuta, quella in cui nonna e nipote, dopo essere state mangiate dal lupo, vengono salvate dal provvidenziale cacciatore. Ma è solo il punto di partenza di un lavoro in cui, assieme alla ricerca sul linguaggio della favola, si approfondiscono nuove tecniche di animazione.
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Alle 7 della sera
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Teatro Rasi
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domenica 19 giugno, ore 21.00
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Gustav Mahler Sinfonia n. 7 in mi minore
Nel primo centenario della scomparsa di Gustav Mahler, Kent Nagano dirigerà la sinfonia forse più paradossale di un compositore mai eseguito a sufficienza. La Settima Sinfonia (1905) è priva del gigantismo orchestrale che caratterizza molti lavori di Mahler, ma si pone al contempo come una summa della sua poetica compositiva: i suoi cinque movimenti perfettamente simmetrici (uno Scherzo centrale contornato da due Nachtmusiken; due ampi Allegri alle estremità) sono pregni di “suoni di Natura”, marce funebri, citazioni colte e “basse” (da Amami Alfredo ai Maestri cantori di Wagner, passando per melodie popolari e infantili), e sfoggiano strumenti insoliti in orchestra quali chitarra e mandolino, alternando di continuo ondate di denso suono e momenti di sublime rarefazione. http://www.mphil.de/
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Concerti
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Palazzo Mauro de André
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Domenica 19 giugno, ore 11.00
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Coro Santa Lucia di Magras direttore Fausto Ceschi
C’è un apparente irrisolvibile conflitto fra il tema della favola e le liturgie curate da Ravenna Festival. Come conciliare il mondo della fantasia e dell’invenzione con quello delle verità di fede proclamate nella liturgia che favole certo non sono? “Lasciate che i bambini vengano a me” ammoniva Gesù, e alle folle Egli amava rivolgersi in parabole, segno che la verità che ha introdotto nel mondo non è una dottrina da brandire, ma piuttosto un mistero cui affacciarsi con lo sguardo dei semplici. E proprio questa semplicità segnerà il percorso delle quattro liturgie, riecheggerà nelle voci dei bambini del Coro Farnesiano di Piacenza, nelle sonorità alpine evocate dal Coro Santa Lucia di Magras, nei canti della tradizione popolare riproposti dal Coro Santa Veronica, nei ritmi e nelle melodie africane che i ragazzi di Padre Kizito ci porteranno da Nairobi. Ingresso libero
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Liturgie domenicali
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Sant'Apollinare Nuovo
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Domenica 19 giugno ore 19.00
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Una visione musicale FADEN Piano Trio Fotografie di Leonardo Casadei
I Faden piano trio, formazione di jazz composta da Pier Marco Turchetti al pianoforte, Adriano Rugiadi al basso e Stefano Calvano alla batteria e percussioni, incrocia la tradizione della musica colta occidentale con sonorità mediterranee e gitane. Lo spettacolo interpreta questa fusione di generi col sostegno delle sequenze fotografiche di Leonardo Casadei e dei suoi paesaggi ravennati colti nel procedere delle stagioni.
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Alle 7 della sera
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Teatro Rasi
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lunedì 20 giugno, ore 21.30
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testi e voce recitante Marcello Fois
Gavino Murgia sax soprano, flauti, samplers Antonello Salis pianoforte, fisarmonica Paolo Angeli chitarra sarda preparata
Commissione di Ravenna Festival
In collaborazione con Punto Einaudi Ravenna
I ricchi mangiavano la carne e i poveri le viscere. I primi il muscolo, gli altri le ossa. Dai tempi dei tempi la favola del cibo racconta una storia fatta di soprusi e rivoluzioni. Quanti uomini morirono di fame per capire che si sopravviveva solo mangiando? Fantastiche Frattaglie è un viaggio di parole e musiche, intorno alla favola bella della pancia piena, scandito in tappe come ad esempio “I capponi di Renzo Tramaglino”, “Hansel e Gretel sono una cena?” e “Le brioches di Maria Antonietta”. Tre Grand Gourmet: Antonello Salis, Gavino Murgia, Paolo Angeli, alle musiche e un maggiordomo: Marcello Fois, alle parole. Per una cena fantastica che ingrassa lo spirito. (Marcello Fois) http://www.marcellofois.it/ http://www.antonellosalis.com http://www.gavinomurgia.com http://www.paoloangeli.com
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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Lunedì 20 giugno ore 19.00
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La favola di Domenico Scarlatti tra Italia e Spagna Clavicembali Silvia Rambaldi e Andreina Di Girolamo Voce narrante Serenella Isidori
La biografia di Domenico Scarlatti riserva ancora molti lati oscuri, specialmente per quanto riguarda i lunghi anni vissuti in Portogallo e in Spagna. Non a caso una delle caratteristiche delle sue Sonate è proprio l'influenza della musica popolare iberica. Una voce recitante ripercorrerà la romanzesca vita del compositore accompagnata dai clavicembali che evocheranno suoni di chitarra e rumori di nacchere.
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Alle 7 della sera
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Antichi Chiostri Francescani
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martedì 21 giugno, ore 21.00
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di Susanne Lebeau
con Claudio Casadio e Daniela Piccari
musiche originali di Marco Biscarini
Marco Biscarini pianoforte e live electronics Antonio Rimedio oboe e fisarmonica Antonio Calzone clarinetto Katia Mattioli violino Thomas Cavuoto viola Sebastiano Severi violoncello
allestimento scenico e regia Marcello Chiarenza
Ha sei anni e deve iniziare la scuola. Ma il primo giorno i compagni si accorgono subito della differenza: non è un bambino come gli altri, ma il figlio di un orco. Tenerissima la fiaba scritta da Suzanne Lebeau, raffinata autrice canadese per ragazzi, portata in Italia da Marcello Chiarenza e interpretata da Claudio Casadio e Daniela Piccari. L’Orchetto racconta la diversità, ma anche la forza di lottare per cambiare se stessi, per affermarsi e per vincere i propri limiti. Il protagonista, infatti, dovrà affrontare tre difficili prove, dalla cui riuscita dipenderanno la sua crescita, la sua trasformazione e la sua salvezza. Gli attori si muovono con leggerezza in uno spazio teatrale magico, in un’evoluzione di suggestioni visive e sonore, che avvince lo spettatore, fino allo scioglimento finale.
http://www.accademiaperduta.it/
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Teatro & Danza
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Teatro Rasi
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martedì 21 giugno, ore 21,30
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Ernst Reijseger violoncello
Produzione Ravenna Festival
Musicista difficilmente catalogabile l’olandese Ernst Reijseger: tra i più sistematicamente curiosi, goloso di nuove situazioni sonore e sodalizi, di avventurose intraprese musicali e di certo mai prevedibile. Esponente di punta e tra i più radicali della nuova musica improvvisata e protagonista di una stagione tra le più esaltanti della musica europea in queste ultime decadi, tra gli altri mirabili progetti, ha saputo costruire sapienti contrappunti ad alcuni dei film di un altro grande maestro di avventure ed esplorazioni a volte estreme: il regista Werner Herzog, il cui ultimo film è proprio Cave of Forgotten Dreams. Così il focus dedicato a Reijseger è a sua volta un viaggio di scoperta, che riserverà sorprese a quanti aspirano ad essere veri “viaggiatori” e non semplici “turisti” dell’ascolto. http://www.ernstreijseger.com/index.html
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Concerti
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Chiostro Biblioteca Classense
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Martedì 21 giugno ore 19.00
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Minor Swing è una formazione costituita da cinque musicisti bolognesi uniti dalla passione per il jazz anni 30, quello comunemente definito jazz manouche o gipsy jazz. In questo genere musicale trovano la massima espressione gli strumenti a corda (chitarra, contrabbasso, violino...), come è tipico delle band tzigane. Lo stile rimanda allo swing delle grandi orchestre americane degli anni '20 - '30.
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Piccolo Anfiteatro della Banca Popolare di Ravenna
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mercoledì 22 giugno, ore 21,30
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Cave of Forgotten Dreams Concerto Coro maschile Bach Ensemble Ernst Reijseger violoncello Harmen Fraanje pianoforte e organo Produzione Ravenna Festival
Musicista difficilmente catalogabile l’olandese Ernst Reijseger: tra i più sistematicamente curiosi, goloso di nuove situazioni sonore e sodalizi, di avventurose intraprese musicali e di certo mai prevedibile. Esponente di punta e tra i più radicali della nuova musica improvvisata e protagonista di una stagione tra le più esaltanti della musica europea in queste ultime decadi, tra gli altri mirabili progetti, ha saputo costruire sapienti contrappunti ad alcuni dei film di un altro grande maestro di avventure ed esplorazioni a volte estreme: il regista Werner Herzog, il cui ultimo film è proprio Cave of Forgotten Dreams. Così il focus dedicato a Reijseger è a sua volta un viaggio di scoperta, che riserverà sorprese a quanti aspirano ad essere veri “viaggiatori” e non semplici “turisti” dell’ascolto. http://www.ernstreijseger.com/index.html
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Concerti
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Basilica di San Francesco
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mercoledì 22 giugno, dalle 10.30 alle 18.00
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IV Giornata di studi “Fra Cimarosa e Rossini: un interregno nella storia dell’opera italiana” interventi Marco Beghelli, Paolo Cascio, Paola Ciarlantini, Francesco Cotticelli, Roberto De Caro, Paolo Fabbri, Saverio Lamacchia, Angelo Pompilio, Ernesto Pulignano, Víctor Sánchez Sánchez
Il progetto, che si fonda sulla raccolta documentaria delle fonti primarie dell’opera italiana realizzata presso i Dipartimenti universitari di Ravenna e Ferrara, costituisce un percorso di approfondimento e confronto sul melodramma italiano a cavallo tra Sette e Ottocento, aperto a studiosi e operatori della produzione teatrale, e si rapporta all’iniziativa di valorizzazione della tradizione operistica di quell’epoca intrapresa da Ravenna Festival, proponendosi come opportuno e fruttuoso raccordo tra la produzione teatrale e la riflessione storico-critica. La Giornata è dedicata quest’anno all’opera I due Figaro di Felice Romani e Saverio Mercadante, composta a Madrid nel 1826, mai andata in scena in epoca moderna, in occasione della ripresa ad opera di Riccardo Muti.
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Eventi speciali
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Dipartimento dei Beni Culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna)
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giovedì 23 giugno, ore 21,30
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Ernst Reijseger violoncello Harmen Fraanje pianoforte Mola Sylla voce, m’bira, xalam, kongoma Produzione Ravenna Festival
Musicista difficilmente catalogabile l’olandese Ernst Reijseger: tra i più sistematicamente curiosi, goloso di nuove situazioni sonore e sodalizi, di avventurose intraprese musicali e di certo mai prevedibile. Esponente di punta e tra i più radicali della nuova musica improvvisata e protagonista di una stagione tra le più esaltanti della musica europea in queste ultime decadi, tra gli altri mirabili progetti, ha saputo costruire sapienti contrappunti ad alcuni dei film di un altro grande maestro di avventure ed esplorazioni a volte estreme: il regista Werner Herzog, il cui ultimo film è proprio Cave of Forgotten Dreams. Così il focus dedicato a Reijseger è a sua volta un viaggio di scoperta, che riserverà sorprese a quanti aspirano ad essere veri “viaggiatori” e non semplici “turisti” dell’ascolto. http://www.ernstreijseger.com/index.html
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Concerti
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Chiostro Biblioteca Classense
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giovedì 23 giugno, ore 21
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di Marcello Chiarenza
con Claudio Casadio musiche originali di Beppe Turletti eseguite alla fisarmonica dall’autore regia Gianni Bissaca
Un unico attore-narratore in scena, che muove e anima oggetti, in una affascinante rivisitazione della fiaba “nera” di Charles Perrault. Il Pollicino di Marcello Chiarenza, interpretato da Claudio Casadio, offre a un pubblico non solo di bambini l’occasione di confrontarsi con il sentimento della paura. E spiega come curiosità e coraggio possano rendere vincitori anche di fronte alle più angoscianti avversità. Efficacissimo il rapporto che il protagonista instaura con il pubblico. Si tratta di una fra le più fortunate, rappresentate e premiate produzioni di Accademia Perduta, proposta in Francia, Spagna e Svizzera sempre nella lingua della nazione che ospitava lo spettacolo. “Dedicato a tutti i pollicini che, con leggerezza, attraversano i boschi del mondo. Anche quelli devastati dalle bombe”.
http://www.accademiaperduta.it/
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Teatro Rasi
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Giovedì 23 giugno ore 19.00
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Gli Strumentisti della Cherubini
L. Boccherini, Notturno per due violini in mib maggiore G62 "La buona notte” G. Rossini, Sonata III in do maggiore G. Rossini, Duo per cello e basso in re maggiore G. Rossini, Sonata VI in re maggiore Violini Roberto Piga, Andrea Vassalle Violoncello Matteo Parisi Contrabbasso Amin Zarrinchang
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Piccolo Anfiteatro della Banca Popolare di Ravenna
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venerdì 24, domenica 26 giugno, ore 20.30
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O SIA IL SOGGETTO DI UNA COMMEDIA
melodramma di Saverio Mercadante su libretto di Felice Romani edizione a cura di Paolo Cascio e Víctor Sánchez Sánchez (UT Orpheus Edizioni)
Riccardo Muti direttore
Emilio Sagi regia Daniel Bianco scene Jesus Ruiz costumi Nuria Castejon movimenti coreografici Eduardo Bravo luci
Il Conte di Almaviva Antonio Poli La Contessa Asude Karayavuz Inez Rosa Feola Cherubino Annalisa Stroppa Figaro Mario Cassi Susanna Eleonora Buratto Torribio Anicio Zorzi Giustiniani Plagio Omar Montanari
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Vienna Philharmonia Choir Walter Zeh maestro del coro
coproduzione Salzburger Festspiele, Ravenna Festival, Teatro Real de Madrid
Nel 1820 Felice Romani (il librettista di Norma, per intenderci) compone il sequel delle vicende di Figaro narrate da Beaumarchais e immortalate da Mozart e Da Ponte; una nuova storia basata su un infallibile topos operistico: la sostituzione e lo scambio di persona, con Cherubino a spacciarsi per Figaro. La storia, tratta da una commedia francese vecchia di trent’anni, non ebbe fortuna né con la musica di Michele Carafa né con quella di altri minori dell’Ottocento italiano. Per farla diventare un capolavoro ci sarebbe voluto Saverio Mercadante che, dopo l’apprendistato musicale basato sui classici Zeno e Metastasio, nel 1835 riprende a Madrid I due Figaro, ornandoli di stilemi iberici e contribuendo a gettare un ponte tra la scuola napoletana ormai declinante e il nuovo stile rossiniano.
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Opera
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Teatro Alighieri
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sabato 25 giugno, ore 21,30
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Dagli slum di Kinshasa ai palcoscenici di tutto il mondo. Una fiaba dei nostri giorni
Leon Ricky Likabu Makodu leader, voce Coco Ngambali Yakalo chitarra, voce Théophile Nsituvuidi chitarra, voce Kabose Kabamba Kasongo voce Djunana Tanga Suele voce Cavalier Kiara Mayingi chitarra basso Roger Landu Satonge voce, satongué Montana Kinunu Ntunu percussioni
È una sorta di favola moderna, la vicenda dei congolesi Staff Benda Bilili. Senza casa (vivevano nei giardini dello zoo di Kinshasa), poverissimi e paraplegici, i membri del gruppo formavano una piccola comunità di strada intenzionata solo a rendere più dolce la loro difficile esistenza attraverso l’amicizia e la musica. Circondati dagli orfani abbandonati, questi anziani signori, che girano su incredibili carrozzelle motorizzate, improvvisavano trascinanti jam session a base di rumba, funky e reggae per passare il tempo e raccattare qualche soldo. Poi un talent scout li scopre, arrivano il disco e il successo che non avevano mai immaginato né sperato. E ora eccoli qui, essenza della vivacissima creatività dell’Africa contemporanea, musica vera, la ricchezza e la speranza dell’animo umano offerte senza trucchi.
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Concerti
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Palazzo San Giacomo (Russi)
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Sabato 25 giugno ore 19.00
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Lo spettacolo, che trae ispirazione dal celebre Asino d’oro di Apuleio, è costituito da un incessante susseguirsi di brani di teatro di burattini, racconti di cantastorie e parodie della giocoleria, dell’acrobatica e dell’arte del trasformismo; uno show di arte varia che rimanda al decadente circo ottocentesco con la sua sgangherata struttura scenica e i suoi disorganizzati artisti di strada.
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Alle 7 della sera
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Vecchio tiro a segno, Darsena di Città
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domenica 26 giugno, ore 21,30
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An AfroBeat celebration, la leggenda continua...
Oluw Seun Anikulapo Kuti lead vocal
Tajudeen Lekan Animasahun direttore/sax baritono Adekunle Adebiyi sax baritono Oyinade Adeniran sax tenore Emmanuel Kunnuji tromba Olugbade Okunade tromba Kunle Justice tastiere Yetunde Sophia George Ademiluyi voce/danzatore Iyabo Adenirian voce/danzatore David Obanyedo lead guitar Alade Oluwagbemiga chitarra Ajayi Raimi Adebiyi batteria Kola Onasanya giant conga introduce la Classica Orchestra Afrobeat
Seun Kuti è figlio di uno degli artisti più influenti del xx secolo, Fela Kuti, “The Black President”, rivoluzionario, musicista e attivista nigeriano, inventore dell’afrobeat. Con lui, la storica formazione degli Egypt 80 – “la più infernale macchina ritmica dell’Africa tropicale” –, nome che Fela diede agli Africa 70 nel 1977, rifacendosi all’antica civiltà egizia. Come il padre, Seun lotta con la musica per l’affermazione del suo popolo. Fela Anikulapo Kuti è ora un’icona dell’Africa combattente che ritiene di potercela fare con le proprie forze e la propria cultura contro l’ingiustizia, la corruzione, l’arroganza del potere. E questa è la sensazione trasmessa dalla musica di Seun, da sonorità che tengono conto della storia dell’ultima black music, introducendo le inflessioni del rap e del new soul nel fragore della locomotiva dell’afrobeat.
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Concerti
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Palazzo San Giacomo (Russi)
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Domenica 26 giugno, ore 11.30
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Coro Santa Veronica Parrocchia di Santa Maria Nascente in Bonemerse (Cremona) direttore Ilaria Geroldi organista Marco Ruggeri
C’è un apparente irrisolvibile conflitto fra il tema della favola e le liturgie curate da Ravenna Festival. Come conciliare il mondo della fantasia e dell’invenzione con quello delle verità di fede proclamate nella liturgia che favole certo non sono? “Lasciate che i bambini vengano a me” ammoniva Gesù, e alle folle Egli amava rivolgersi in parabole, segno che la verità che ha introdotto nel mondo non è una dottrina da brandire, ma piuttosto un mistero cui affacciarsi con lo sguardo dei semplici. E proprio questa semplicità segnerà il percorso delle quattro liturgie, riecheggerà nelle voci dei bambini del Coro Farnesiano di Piacenza, nelle sonorità alpine evocate dal Coro Santa Lucia di Magras, nei canti della tradizione popolare riproposti dal Coro Santa Veronica, nei ritmi e nelle melodie africane che i ragazzi di Padre Kizito ci porteranno da Nairobi.
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Liturgie domenicali
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Basilica di Sant'Agata Maggiore
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lunedì 27 giugno, ore 21,00
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Franz Liszt Fantasia Ungherese per pianoforte e orchestra S. 123 Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in la maggiore S. 125 Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi bemolle maggiore S. 124 Totentanz, parafrasi sul “Dies Irae” S. 126
Il bicentenario della nascita di Franz Liszt è l’occasione per proporre quattro capolavori del compositore simbolo del virtuosismo pianistico romantico. Michele Campanella, che allo studio e all’esecuzione del grande musicista ungherese ha dedicato tutto il suo percorso artistico, affianca i giovani della “Cherubini” nella doppia veste di pianista e direttore, al fine di realizzare l’ideale lisztiano della piena integrazione tra il virtuosismo del pianoforte e quello dell’orchestra. Così è nei due concerti, che vedono il pianoforte di volta in volta contrapporsi o prendere parte alla compagine orchestrale, nella Totentanz, basata sul tema del Dies irae (che Liszt avrebbe scritto suggestionato dagli affreschi del Trionfo della morte al Camposanto di Pisa) e nella Fantasia, compimento sinfonico dell’idea di musica popolare ungherese coltivata da Liszt. http://www.orchestracherubini.it/
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Concerti
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Palazzo Mauro de André
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lunedì 27 giugno, ore 21.30
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in collaborazione con Bronson Produzioni
È un mondo fatato e magico quello dipinto dall’islandese Ólafur Arnalds, un mondo fatto di lievi tocchi di pianoforte su leggere basi elettroniche e avvolgenti quanto glaciali suoni di archi. L’universo sonoro di Ólafur è quello che ha fatto conoscere l’Islanda musicale in tutto il pianeta, dalle suite senza fine di Sigur Ros e Mùm alle ricerche raffinatissime costruite dagli archi e da flebili echi elettronici, che rimandano alla scuola di Johann Johannsson e Peter Broderick, fino al puro classicismo del pianoforte che poi è il vero protagonista della musica di questo visionario compositore post classico. Musica classica e pop possono essere la stessa cosa: in alcuni casi le due anime, solo all’apparenza così lontane, si toccano, si muovono insieme in un magmatico, dolcissimo incanto. http://olafurarnalds.com/
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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Lunedì 27 giugno ore 19.00
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Testo e Musica Marco Rosetti Chitarra Marco Rosetti Sassofono Alessandro Scala Voce narrante Marika Marangon
Il ravennate Marco Rosetti, nonostante la giovane età, vanta un solido percorso formativo e professionale internazionale come musicista e compositore. Ispirandosi al tema di Ravenna Festival, ha composto musica e parole per questa favola moderna in cui, in un alternarsi di note e voce, si narra il percorso creativo di uno scrittore di favole stanco e poco ispirato.
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Piccolo Anfiteatro della Banca Popolare di Ravenna
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martedì 28 giugno, ore 21.00
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Un viaggio contromano da Torino a Gerusalemme… ed oltre, inseguendo le briciole di Dio tratto dal libro omonimo di Monika Bulaj e Paolo Rumiz
con Paolo Rumiz
Theatrum Instrumentorum & Balkan Jam Vangelis Merkouris canto, ud, tamburas Mohammad Eid Al Chaleh canto, percussioni Igor Niego gajda, kaval, ney, percussioni Krasimir Kalinkov violino, lira di Costantinopoli, gadulka Aleksandar Sasha Karlic canto, ud, tambura, chitarre, percussioni Marco Ferrari ney, cennamella, clarinetto
ricerca musicale e direzione Aleksandar Sasha Karlic c oreografia e danza Barbara Zanoni suono Mustafa Cengic luci Andrea Mordenti
a cura di Graziano Piazza
Produzione Ravenna Festival in prima assoluta
Ragazze in chador che chiedono la fertilità alla Madonna, ebrei che intonano canti islamici, cristiani prostrati a terra come musulmani e musulmani che bevono vino... È lungo le crepe di quel tanto proclamato “scontro di civiltà” che si dipana il pellegrinaggio di Monika Bulaj e Paolo Rumiz: alle frontiere della spiritualità, fino a terreni inesplorati dove i monoteismi oggi drammaticamente in conflitto rivelano insospettati spazi di coabitazione. Come a raccogliere le “briciole di Dio”, in una sorta di viaggio a ritroso verso una primigenia esperienza religiosa, che dalle pagine dei due indomabili cacciatori di racconti si fa teatro: parola intrisa di immagini, visioni, conoscenza e... musica, quella dell’eclettico Sasha Karlic con i suoi straordinari virtuosi.
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Teatro & Danza
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Teatro Rasi
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martedì 28 giugno, ore 21.00
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Le Sinfonie a Violino Solo di Angelo Berardi da S. Agata Feltria (1636 -1694) Mauro Valli violoncello piccolo Sergio Ciomei organo e clavicembalo Vanni Moretto contrabbasso in sol Margret Köll arpa doppia a tre registri Michele Pasotti tiorba Prima esecuzione integrale in tempi moderni
La smisurata grandezza del nostro patrimonio musicale, ben lungi dall’essere totalmente esplorato, riserva ancora straordinarie sorprese come quella di un altro grande musicista del ’600 cresciuto nella nostra terra di Romagna e ancora tutto da scoprire. Angelo Berardi da Sant’Agata Feltria, teorico della musica e autore di diversi trattati, fu compositore prevalentemente di musica sacra, attivo come maestro di Cappella a Viterbo, a Tivoli, a Spoleto e da ultimo in Santa Croce in Trastevere a Roma. In ambito strumentale spiccano le sue Sinfonie a violino solo che si presentano come recitativi in cui lo strumento solista, sostenuto da note lunghe del basso, crea continuamente dissonanze, modulazioni inaspettate, arabeschi melodici inusuali, repentini cambi di registro e di affetto, in una sorta di “recitar suonando”.
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Basilica di San Vitale
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Martedì 28 giugno ore 19.00
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A. Dvorak, Terzetto in do maggiore op. 74, B 148 per due violini e viola Violini Carlotta Ottonello, Violetta Mesoraca Viola Flavia Giordanengo A. Dvorak, Quartetto per archi n. 12 in fa maggiore op. 96 “americano” Violini Samuele Galeano, Stefano Gullo Viola Flavia Giordanengo Violoncello Marco Dell’Acqua
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Chiostro Biblioteca Classense
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mercoledì 29 giugno, ore 21.00
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Richard Strauss Don Quixote variazioni fantastiche su un tema di carattere cavalleresco op. 35 Ein Heldenleben (Una vita da eroe), poema sinfonico op. 40
In una delle più belle storie della musica mai scritte, Hans Heinrich Eggebrecht colloca il musicista romantico in un mondo ideale ove l’arte ha una funzione redentrice, di contro alle brutture del mondo reale sulle quali l’artista non ha alcuna influenza. È a questa idea e a una delle sue incarnazioni – l’eroe, sia egli il picaresco Don Chisciotte o il titano di stampo byroniano – che Richard Strauss rende omaggio quando tra il 1897 e il 1898 compone Don Quixote e Ein Heldenleben: un tema con variazioni il primo (l’eterno ripetersi di avventure e sconfitte dell’eroe di Cervantes); il secondo, una girandola di temi straussiani da Don Juan, Zarathustra, Tod und Verklärung: l’idealizzazione eroica di un autore che di se stesso diceva: “io non sono un eroe... non sono fatto per la battaglia”. http://www.lesarts.com/Palau/PalaudelesArts/Laorquesta
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Concerti
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Palazzo Mauro de André
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2011
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mercoledì 29 giugno, ore 21.30
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in collaborazione con Bronson Produzioni Moritz von Oswald mix Vladislav Delay percussioni Max Loderbauer synth
Cofondatore del seminale progetto Basic Channel, Moritz von Oswald ha contribuito, all’inizio degli anni ’90, a imporre l’asse Detroit-Chicago-Berlino sulla scena della musica elettronica, rimodellando la storia del genere, influenzando la techno, l’house ma anche la sperimentazione. In questo trio stellare ecco poi il finlandese Vladislav Delay, colui che ha sfumato i confini tra microhouse e composizioni d’avanguardia, pubblicando dischi imprescindibili. Ultimo è Max Loderbauer, componente degli NSI, altro guru dell’elettronica di ricerca. Sul palco i tre danno vita a un live denso, suonato, surreale: Loderbauer ai synth, Delay alle percussioni assortite, von Oswald agli effetti e al banco mix. Momenti, schianti, linee melodiche che viaggiano, suoni metallici e ritmi space jazz fanno della loro musica un viaggio onirico lungo l’elettronica.
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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Mercoledì 29 giugno ore 19.00
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Progetto intermediale fra danza, musica e arti visive Con Michela Minguzzi Coreografia Elena Casadei e Michela Minguzzi Suono e segni grafici Aldo Becca
Dalla collaborazione di tre artisti ravennati nasce questo progetto di interazione di suono, danza, pittura e proiezione video. Su un pannello elettroacustico che si attiva attraverso la conduzione elettrica nei diluenti della pittura, Aldo Becca gioca con tracce di colore che richiamano l’oro, proiettandole su uno schermo e definendo via via lo spazio sonoro e di movimento in cui agisce la danzatrice Michela Minguzzi.
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Alle 7 della sera
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Artificerie Almagià
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2011
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gio 30 giugno, ven 1, sab 2, dom 3 luglio, ore 21
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Mark Dornford-May adattamento e regia Mandisi Dyantyis, Mbali Kgosidintsi, Pauline Malefane, Nolufefe Mtshabe parole e musica Mandisi Dyantyis direzione musicale Lungelo Ngamlanacoreografia Mannie Manimluci Leigh Bishop costumi Dan Watkins scene Una produzione Eric Abraham-Isango Portobello (Sud Africa)
Prima italiana in esclusiva per Ravenna Festival
Un’esplosione di gioia, splendido, indimenticabile, giovane ed esuberante... sono solo alcuni dei commenti usciti dalla penna dei più blasonati critici inglesi all’apparizione sulle scene del West End di questo Flauto Magico in versione africana, che proprio nel regno britannico del musical si è conquistato un paio di ambitissimi premi. Non più nel fantastico Egitto immaginato da Schikaneder, ma in un popolatissimo sobborgo di Cape Town: è qui, in un’Africa in bilico tra modernità e passato tribale, che nelle mani dell’imprevedibile Mark Dornford-May e della sua compagnia rivive la fiaba di Tamino, Pamina, Papageno... Al suono di un’orchestra di marimbe, mentre una tromba jazz ruba la scena all’etereo flauto, la partitura di Mozart viene ripercorsa: strappata alla “sacralità” filologica e consacrata alla ritmica fisicità di un rito iniziatico tribale.
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Eventi speciali
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Teatro Alighieri
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giovedì 30 giugno, ore 21.00
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Storia da leggere, recitare e danzare in due parti di Igor’ Stravinskij e Charles-Ferdinand Ramuz
narrazione in dialetto romagnolo di Ivano Marescotti direttore e violino solista Pierangelo Negri
Strumentisti dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini
Samuele Galeano violino Antonio Piemonte clarinetto Corrado Barbieri fagotto Nicola Baratin tromba Gianluca Tortora trombone Biagio Zoli batteria Amin Zarrinchang contrabbasso
Maurizio Dini Ciacci direttore
Produzione Ravenna Festival
A leggere il celebre saggio di Vladimir Propp, Morfologia della fiaba, s’impara un principio fondamentale: le fiabe, quelle russe di Afanas’ev come quelle dell’universo mondo, si basano tutte sulla stessa manciata di personaggi e funzioni: l’eroe, il cattivo, il mago, il re, la principessa, le terribili prove da il “c’era un paese lontano lontano” e il superare, “tutti vissero felici e contenti”. E allora, se le fiabe sono così universali, perché non giocarci un po’? Il soggetto dell’Histoire du soldat è tratto giusto dall’immortale raccolta di Afanas’ev, il libretto è in francese, la partitura è un guazzabuglio delle più svariate danze e forme musicali. A rappresentarla in dialetto romagnolo, con buona pace del cosmopolita Stravinskij, si farà poi gran peccato?
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Concerti
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Teatro Rasi
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2011
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Giovedì 30 giugno ore 19.00
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D. Sostakovich, Quartetto n. 8 in do minore, op. 110 Violini Violetta Mesoraca, Stefano Gullo Viola Giacomo Vai Violoncello Maria Francesca Passante O. Respighi, Quartetto “Dorico” P.144 N. Rota, Quartetto per archi Violini Cosimo Paoli, Andrea Vassalle Viola Flavia Giordanengo Violoncello Matteo Parisi
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Alle 7 della sera
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Antichi Chiostri Francescani
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venerdì 1 luglio, ore 21,30
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Natacha Atlas voce, danza
Hamid Mantu batteria Tuup voce, percussioni Sheema Mukherjee sitar, basso Krupa voce G dhol kaos Tim Whelan keys, chitarra
Un sottile filo rosso lega alla sottotrama africana di Ravenna Festival il concerto dell’affascinante Natacha Atlas, belga di nascita ma egiziana di origini, che allo Zenith della carriera solistica torna momentaneamente alla guida dei “suoi” Transglobal Underground. Fu proprio con il collettivo multietnico di dj e strumentisti che Natacha, negli anni Novanta, si era efficacemente impegnata nel dare alla tradizione sonora araba e nordafricana una sferzata di ispirazione dance, tramite la fusione delle sue radici musicali con certa elettronica occidentale. Un melting pot di influenze in cui si mescolano musica indiana, house, new age, trip hop, dub che portò in breve i Transglobal Underground e la loro sensuale cantante a diventare gli alfieri del movimento definito “World dance fusion”.
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Concerti
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Piazza Garibaldi, Cervia
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Venerdì 1 Luglio, ore 19.00
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W. A. Mozart, Serenata (Nacht Musique) in do minore KV 388 L. van Beethoven, Ottetto in mi bemolle maggiore op. 103 Oboi Gianluca Tassinari, Angelo Principessa Clarinetti Antonio Piemonte, Dario Brignoli Fagotti Corrado Barbieri, Davide Fumagalli Corni Antonio Pirrotta, Simone Ciro Cinque
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Giardino di Casa Muti
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sabato 2 luglio, ore 21.00
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direttore artistico Manuel Legris coreografie di Manuel Legris, Kenneth MacMillan, Marius Petipa, Marco Goecke, George Balanchine, Roland Petit, William Forsythe, Boris Eifman, Jirí Bubenícek, Patrick De Bana
con Olga Esina, Maria Yakovleva, Ljudmila Konovalova, Nina Poláková, Kiyoka Hashimoto, Francisca Wallner Hollinek, Manuel Legris, Denis Cherevychko, Roman Lazik, Vladimir Shishov, Mihail Sosnovschi, Davide Dato, Masayu Kimoto
In esclusiva per Ravenna Festival
Purezza e sensibilità. Ma anche versatilità, intelligenza interpretativa e passione. La grandezza di Manuel Legris, fuoriclasse del balletto mondiale, poggia su queste basi. Le stesse su cui da direttore oggi sta facendo rifiorire lo storico Wiener Staatsballett. Una nuova generazione di artisti, smaglianti interpreti della tradizione della danza classica, che sa però reinterpretare le sensibilità del nostro tempo. Lo dimostra il programma concepito per questo “Gala” nel quale le étoiles e i solisti del Wiener Staatsballett, con lo stesso Legris, presentano un compendio di cento anni di danza che dai fulgori di Petipa tocca le architetture di Balanchine fino alla riscrittura di Forsythe e dal dramma intimista di MacMillan va al pathos di Eifman.
http://www.wiener-staatsoper.at/Content.Node/home/staatsballett/Allgemein.de.php
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Teatro & Danza
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Palazzo Mauro de André
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Sabato 2 Luglio, ore 19.00
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Duo pianistico Elisa Cerri e Davide Cavalli M. Moszkowski, Cinque danze spaagnole op. 12 N. Rimskij-Korsakov, Capriccio spagnolo op. 34 E. Granados, Quejas o la majas el Ruisenor A. Ginastera, Danza de la moza dolosa M. De Falla, Danza ritual del fuego M. Ravel, Raspodie Espagnole
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Chiostro Biblioteca Classense
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domenica 3 luglio, ore 21.30
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di Adam de la Halle, l’ultimo dei trouvères Marion Patrizia Bovi Robin Olivier Marcaud Chevalier Mauro Borgioni
Ensemble Micrologus Patrizia Bovi canto, arpa, buccina in sol Gabriele Russo viella, buccina in fa Goffredo Degli Esposti cialamello, flauti, cornamusa Mauro Borgioni canto Olivier Marcaud canto François Lazarevic cornamuse, flauto traverso Simone Sorini canto, guinterna, naccarini Leah Stuttard arpa
Originario di Arras, nella regione di Artois, Adam de la Halle, giunse a Napoli intorno al 1282, alla corte di Carlo d’Angiò, all’epoca reduce dalla rivolta dei Vespri Siciliani. Fu proprio a Napoli che venne messo in scena per la prima volta Le jeu de Robin et de Marion, una sorta di pièce che alla parola alterna pagine musicali, sia monodiche che polifoniche, in cui si narrano le vicende della pastorella Marion, del suo promesso sposo Robin e di un cavaliere interessato più a Marion che alla caccia al falcone in cui è coinvolto. Una rappresentazione in musica che i Micrologus propongono affrontando i vari problemi di lettura della notazione, di rapporto tra voci e strumenti musicali e di registro stilistico, da sempre attenti anche al contributo che lo studio delle musiche popolari ed etniche può fornire all’interpretazione del Medioevo. http://www.micrologus.it/
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Concerti
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Antichi Chiostri Francescani
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domenica 3 luglio, ore 21.30
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in collaborazione con Bronson Produzioni
Una collaborazione tra titani. Da un lato il Re Mida della sperimentazione elettronica Alva Noto, dall’altro Blixa Bargeld, musicista, compositore e attore, conosciuto ai più come leader e cantante degli Einstürzende Neubauten. I due esplorano i confini della voce e della musica, creando manipolazioni vocali e suoni stratificati e complessi, in cui confluiscono trame ambient e sferragliate free-form claustrofobiche ma ammalianti, insieme a parti più morbide ed eteree. La pietra filosofale di an/bb è l’equilibrio mirabile tra la cangiante voce di Bargeld e i tic alieni di Alva Noto. Da qui si sviluppa un concetto musicale basato sul fondersi di improvvisazione e astrazione, in cui l’impulsiva performance live vocale e gli elaborati panorami sonori convogliano verso risultati sorprendenti e inaspettati. http://www.blixa-bargeld.com/ http://www.alvanoto.com/
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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Domenica 3 luglio, ore 10.30
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Coro dei ragazzi del Centro Kivuli di Padre Kizito (Nairobi)
C’è un apparente irrisolvibile conflitto fra il tema della favola e le liturgie curate da Ravenna Festival. Come conciliare il mondo della fantasia e dell’invenzione con quello delle verità di fede proclamate nella liturgia che favole certo non sono? “Lasciate che i bambini vengano a me” ammoniva Gesù, e alle folle Egli amava rivolgersi in parabole, segno che la verità che ha introdotto nel mondo non è una dottrina da brandire, ma piuttosto un mistero cui affacciarsi con lo sguardo dei semplici. E proprio questa semplicità segnerà il percorso delle quattro liturgie, riecheggerà nelle voci dei bambini del Coro Farnesiano di Piacenza, nelle sonorità alpine evocate dal Coro Santa Lucia di Magras, nei canti della tradizione popolare riproposti dal Coro Santa Veronica, nei ritmi e nelle melodie africane che i ragazzi di Padre Kizito ci porteranno da Nairobi.
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Liturgie domenicali
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Basilica di Sant'Agata Maggiore
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Domenica 3 Luglio, ore 19.00
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Partendo dalla favola della piccola fiammiferaia di Andersen, lo spettacolo ripercorre alcuni temi classici della letteratura per l’infanzia associandoli ad ambienti visivi costruiti attraverso citazioni dell’arte figurativa. Il teatro di figura con attori viene rafforzato dalle più elaborate tecniche multimediali attraverso una scena virtuale rappresentata in tempo reale mediante computer.
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Alle 7 della sera
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Teatro Rasi
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lunedì 4 luglio, ore 21.30
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Divertimento Ensemble
Sandro Gorli direttore
Lorenzo Missaglia flauto Maurizio Longoni clarinetto Lorenzo Gorli violino Relja Lukic violoncello Maria Ronchini viola Elena Gorna arpa Maria Grazia Bellocchio pianoforte Riccardo Balbinutti percussioni
Luciano Berio Folk Songs per voce e strumenti
Arnold Schönberg “Pierrot Lunaire” op. 21
La voce di Alda Caiello, infaticabile interprete della musica del Novecento, è il filo conduttore ideale per un programma interamente dedicato alle potenzialità espressive della voce femminile. Un legame particolare unisce la Caiello alle Folk Songs: ebbe modo infatti di lavorarci con lo stesso Berio, che le aveva scritte nel 1964 per Cathy Berberian, pensandole non tanto come trascrizioni di canti popolari, ma bensì come riflessioni su una scrittura che tenga conto delle modalità espressive delle diverse culture musicali. E alla voce chiede molto anche Schönberg, con Pierrot lunaire (1912): rispettare le altezze indicate dalle note per ottenere una melodia non cantata, bensì parlata. Insomma, Sprechstimme, una vocalità teatrale e narrativa, ma realizzata con una precisa prospettiva musicale. http://www.aldacaiello.com/
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Concerti
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Chiostro Biblioteca Classense
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lunedì 04 luglio, ore 21,30
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Proiezione de Il Capo (2010) di Yuri Ancarani
Stephen O’Malley guitar solo Bora live set di Yuri Ancarani (video) e Stephen O’Malley
Produzione Ravenna Festival in prima assoluta in collaborazione con Bronson Produzioni e con la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone
Se si dovesse scegliere una sola parola da associare alla figura di Stephen O’Malley, questa sarebbe con certezza “versatilità”. Il chitarrista americano stregone del drone è infatti perfettamente a suo agio tanto come membro dei devastanti Sunn O))) che nella creazione di algide e rarefatte musiche per il teatro, all’interno dei sofisticati Aethenor come a servizio di un sound da incubo nei Ktl. Questa volta O’Malley si trova però a collaborare con un partner del tutto inedito: Yuri Ancarani – sicuramente tra i più interessanti videoartisti attivi oggi in Italia – alle prese con un sorprendente progetto sulla Bora. Il video è stato girato in Val Rosandra, nel Carso, canale di congiunzione tra Italia e Slovenia nonché porta di accesso dei clandestini per l’Italia, ma anche il punto dove si incanala con più forza quel vento impetuoso chiamato Bora. http://www.yuriancarani.com/
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Concerti
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Rocca Brancaleone
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Lunedì 4 Luglio, ore 19.00
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Piccoli Artisti del Koinonia Children Team del Kivuli Centre di Nairobi Spettacolo ideato e diretto da Paolo Comentale del Teatro ‘Casa di Pulcinella’ di Bari in collaborazione con AMANI
Una fiaba tradizionale africana interpretata da 21 piccoli artisti-acrobati del Kivuli Centre di Nairobi. A Kivuli (in swahili Rifugio) le attività che hanno una dimensione di spettacolo sono di grande aiuto per i bambini di strada raccolti dalle baraccopoli che hanno bisogno di recuperare fiducia in se stessi e autostima, di ritrovare la gioia di essere apprezzati dagli altri. Simba na Mende è un invito ad impegnarsi perché tutti i bambini del mondo crescano in quel clima di pace, di cura e di affetto cui hanno diritto.
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Alle 7 della sera
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Teatro Rasi
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martedì 5 luglio, ore 21.00
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C’è un luogo incontriamoci là L’altro siamo noi... mettiamoci in ascolto ideazione e regia di Cristina Mazzavillani Muti
letture Iacopo Nuti Kyochi Tatsuwa Amnon Shappira Sandro Lombardi Minas Lourian Mohamed Akarkaou
canto Simge Büyükedes Alfya Galiakberova Anna Kasyan
EXSULTET, 2011 installazione musica di Luigi Ceccarelli luci di Vincent Longuemare
Al suo terzo anno di vita Voci nella preghiera si rinnova e si ripropone come luogo e momento di incontro e di ascolto. Nell’anno che il Festival dedica ai racconti, i sacri testi delle diverse religioni fungeranno da guida e da richiamo a tutti coloro che desiderano mettersi in ascolto di se stessi e dunque degli altri, di quell’Altro da sé che proietta il nostro io in una dimensione più vera, più umana, più nostra. L’uomo è per sua natura comunione, nasce e cresce all’interno di una comunità umana. Ecco che in uno dei luoghi più emblematici di una antica e ancora oggi possibile comunione tra Oriente e Occidente (San Vitale), si incontreranno genti di fedi diverse, accomunate dallo stesso desiderio (dal latino de siderum) di infinito.
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Eventi speciali
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Basilica di San Vitale
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mercoledì 6 luglio, ore 21.00
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la tragedia delle Troiane da Euripide e Seneca
nuova creazione di Micha van Hoecke musiche di Iannis Xenakis, Manos Hadjidakis, Hector Berlioz con Lindsay Kemp e Mariella Lo Giudice il musicista Giuliano Gabriele le danzatrici Marzia Falcon, Miki Matsuse, Yoko Wakabayashi, Michela Caccavale, Rosa Cariulo, Viola Cecchini, Daniela Maccari, Chiara Nicastro, Luciana Fumarola,* Ilaria Marini,* Denise Patanè,* Maria Rinaldi,* Valentina Valentini* scene Renzo Milan costumi Marella Ferrera luci David Haughton elaborazioni suoni Umberto Fiore assistente alla coreografia Yoko Wakabayashi assistente alla regia Norma Martelli assistente ai costumi Viviana Ballivo assistente elaborazione suoni Sara Angioli assistente di produzione Daniela Maccari realizzazione scene di Domenico e Vincenzo D’Agostino c/o Falegnameria ConiglianoVincenzo - Palermo maschere realizzate dagli allievi della Scuola di Scenografia dell’AA BB di Palermo
frammenti dei testi tratti dalla traduzione di Filippo Amoroso
Prima assoluta Coproduzione Ravenna Festival, Accademia Nazionale della Danza, Festival Teatro Dei Due Mari di Tindari In collaborazione con il Teatro Stabile di Catania, il Circuito Epicarmo ADR della Regione Siciliana e Sensi Contemporanei.
* Allieve dell’Accademia Nazionale di Danza
Danza e parola, gesto e musica: è nell’intreccio simbiotico dei diversi linguaggi che si muove ancora una volta l’inesausta vena creativa di Micha van Hoecke. In una sintesi espressiva che, dopo Le Baccanti, lo riporta alle origini del teatro – Euripide e Seneca – e alla stringente attualità che le antiche tragedie sanno ogni volta rivelare. Caduta Troia e chiusi nel sangue dieci anni di guerra, rimangono le donne destinate ai vincitori, schiave d’amore e di morte: è il loro sguardo a condurci lungo lo strazio del lutto e l’inutile violenza della guerra. Cassandra, Andromaca, Elena, ma soprattutto Ecuba, regina e madre, affidata all’interpretazione di uno degli artisti più visionari e genialmente provocatori degli ultimi decenni: Lindsay Kemp, mimo, clown, danzatore (ma anche pittore), maestro di quel gesto che, irripetibile, disegna e reinventa lo spazio.
http://www.michavanhoecke.org/
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Teatro & Danza
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Teatro Alighieri
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giovedì 7 luglio, ore 21.00
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Anna Kasyan soprano Anna Malavasi mezzo soprano Piero Pretti tenore Alessandro Luongo baritono Luca Dall’Amico basso
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Orchestra Giovanile Italiana La Stagione Armonica Coro del Teatro Municipale di Piacenza
maestri del coro Sergio Balestracci Corrado Casati
Arie, Sinfonie e Cori d’opera di Vincenzo Bellini e Giuseppe Verdi
con la partecipazione di giovani artisti acrobati e percussionisti degli slum di Nairobi
“Ho sempre tenuto per bandiera l’impegno di riportare Verdi alle sue partiture [...] che non vuol dire fare quello che c’è scritto, ma cercare di cogliere attraverso il segno le retrostanti possibilità infinite”. Per Riccardo Muti quella verdiana è una sorta di “lingua madre”, incarnazione dell’idea di un’italianità musicale nei suoi esiti più alti, espressione dello strato profondo del carattere nazionale. Allora, alcune delle più intense pagine dei suoi melodrammi, con un significativo cenno anche al più spiccato lirismo belliniano, fremono come una sorta di bandiera musicale nazionale – e il richiamo al 150° dell’Unità è inevitabile – in questo concerto “corale” in cui Muti riunisce una straordinaria compagine musicale: ancora una volta, insieme a cori ben sperimentati e a solisti di talento, le più importanti orchestre giovanili del paese. http://www.orchestracherubini.it/ http://www.riccardomuti.com/cover.aspx
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Concerti
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Palazzo Mauro de André
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venerdì 8 e sabato 9 luglio, ore 21.00
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ideazione Luigi de Angelis e Chiara Lagani
drammaturgia e costumi Chiara Lagani regia, spazio scenico, luci Luigi de Angelis musiche Mirto Baliani progetto sonoro e sistemi interattivi Tempo Reale consulenti artistici Tahar Lamri, Rodolfo Sacchettini progettazione e realizzazione scenotecnica Nicola Fagnani (Ardis Lab) con Marco Cavalcoli e Chiara Lagani
Produzione Napoli Teatro Festival Italia, Ravenna Festival, Fanny & Alexander, Tempo Reale In collaborazione con Festival delle Colline Torinesi
* e in contemporanea nell’ambito di Santarcangelo 41 - Festival Internazionale del Teatro in Piazza
T.E.L. è un dispositivo per comunicazioni utopiche. Due attori, collocati in due luoghi diversi, lontani nello spazio, forse anche nel tempo, appassionatamente protesi verso lo stesso irriducibile fantasma. Due pubblici differenti, testimoni simultanei del loro possibile-impossibile dialogo, appena consci della propria reciproca presenza. Se percorrete una delle piste incerte che scendono nel deserto, un qualunque deserto, vi coglierà una sorta di stanchezza strana, un desiderio di sosta: in quel luogo vi sembrerà di sentire un rumore lieve, e comincerete a chiedervi: rumore o voce? Di che o di chi? Ogni rumore, animale, vento, sparo, voce, gola, lingua nota e ignota vi dirà che altrove qualche cosa sta accadendo con apparente ritmica scansione. (Giorgio Manganelli) http://www.fannyalexander.org/
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Teatro & Danza
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Artificerie Almagià
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sabato 9 luglio, ore 15.30
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Anna Kasyan soprano Anna Malavasi mezzo soprano Piero Pretti tenore Alessandro Luongo baritono Luca Dall’Amico basso
Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Orchestra Giovanile Italiana Musicisti della Youth Orchestra di Nairobi La Stagione Armonica Coro del Teatro Municipale di Piacenza Artisti del Coro della Città di Nairobi e 200 bambini delle missioni italiane a Nairobi
maestri del coro Sergio Balestracci, Corrado Casati
Vincenzo Bellini (1801-1835) da Norma (1831) Sinfonia
da I Puritani (1835) Atto secondo, Finale “Il rival salvar tu dei...” “Suoni la tromba, e intrepido” (duetto baritono, basso)
Giuseppe Verdi (1813-1901) da Rigoletto (1851) Atto terzo, scena prima “La donna è mobile” (tenore) Atto terzo, scena terza “Un dì se ben rammentomi...” (quartetto soprano, mezzosoprano, tenore e baritono)
da Il Trovatore (1853) Parte seconda – La gitana, Scena prima “Vedi le fosche notturne spoglie” (coro) “Stride la vampa” (aria mezzosoprano)
da La Forza del Destino (1862; 1869) Sinfonia Atto Secondo, Finale “Il Santo nome di Dio Signore sia benedetto” (baritono, basso e coro) “La Vergine degli Angeli” (baritono, basso, soprano e coro)
Da Nabucco (1842) Parte prima - Gerusalemme, Scena prima. “Gli arredi festivi” (coro) Parte terza – La profezia, Scena quarta. “Va pensiero” (coro)
con la partecipazione di giovani artisti acrobati e percussionisti degli slum di Nairobi The Safaricom Choir
Oggi, come quindici anni fa a Sarajevo, è ancora una chiamata a segnare il cammino delle Vie dell’Amicizia che ora puntano al cuore dell’Africa. Una chiamata giunta a Riccardo Muti da Francesca Lipeti, medico attivo in Kenya dal 1997, e da Padre Kizito, missionario comboniano in Africa dal 1977, al termine di un concerto che Muti ha diretto per sostenere le loro attività umanitarie. Un’idea, un sogno che diventerà realtà nel popolare Uhuru Park (Parco della Libertà) di Nairobi dove avrà luogo una grande festa della musica e dello stare insieme dedicata alle genti della baraccopoli di Kibera. L’obiettivo è quello di portare un segno di tangibile solidarietà e sensibilizzare gli animi di tutti, grazie al messaggio universale che la musica contiene e trasmette senza confini.
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Uhuru Park, Nairobi
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